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Storie

Salute, estetica e benessere

Edda De Carli ci parla di Shani, linea di prodotti che rivoluziona il modo di vedere il trattamento estetico

24 Aprile 2015

A premiarci credo sia quella che noi definiamo la nostra “etica dell’estetica”

La cura di sé è un bisogno primario in tutte le culture: lo sa bene Edda De Carli, creatrice della linea di cosmetici Shani, che ha cercato nella natura e nella tradizione la chiave per introdurre un'innovazione nel modo di pensare il trattamento cosmetico. Le abbiamo chiesto di raccontarci il suo approccio al lavoro e alla bellezza.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
Innovazione è curiosità, intuizione, passione, ricerca e coraggio, nel rispetto dell’uomo e della natura, preservando sempre la propria etica e la capacità di emozionarsi. Spesso basta osservare con grande umiltà la perfezione della natura per intuire che contiene quasi tutte le risposte; serve solo ricercarle con tenacia, determinazione ed entusiasmo.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
Direi sicuramente il web e Internet.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Alla base di qualsiasi innovazione, serve tanta passione, curiosità, costanza, coraggio, ma anche fantasia e capacità di restare umili.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Mettendo quasi tutto a portata di mano o di clic, annullando le distanze e il tempo.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Sono senz’altro un’opportunità se costituiscono il presupposto per ulteriore ricerca nel migliorare le condizioni per cui sono destinate; ma cessano di essere un’opportunità quando vengono considerate solo come un mezzo per semplificarsi la vita. Questo, soprattutto nei giovani, rischia di far scomparire lo stimolo alla creatività ed alla curiosità.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Purtroppo temo che diventeremo quasi totalmente dipendenti dalla tecnologia.

Come concilia tradizione e innovazione?
Con estremo buonsenso: cerco di riscoprire materie prime e saperi antichi per lavorarli con tecniche, ricerche e conoscenze moderne.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Certamente, e lo sarà sempre di più: l’importante è che gli italiani ne siano consapevoli preservando e valorizzando quanto di buono lo ha reso così importante.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Oggi in Italia ci sono “buone idee”, benché la ricerca non sia favorita e supportata come dovrebbe. Purtroppo, salvo qualche eccezione, mancano gli investimenti per tradurle in innovazione. Per fare innovazione sono indispensabili sia le buone idee, che gli investimenti per realizzarle.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Alcune università italiane sono valide e praticano ricerca, ma è sicuramente utile poter usufruire anche di percorsi formativi all’estero. È fondamentale, però, che i giovani capiscano il prima possibile cosa vogliono fare e ci si dedichino anima e corpo, con passione e dedizione: prima studiando il più possibile per crearsi un solido bagaglio di conoscenze e poi facendo tanta pratica sul campo.

Come si apre la strada dell’innovazione in Italia?
Creando stimoli, curiosità ed entusiasmo per le passioni dei giovani, ma soprattutto cercando di favorire l’incontro tra chi ha le idee e onesti investitori disposti a credere nel futuro.

Che stimoli le ha offerto il Paese?
L’Italia, non molti. Una cara amica ora venuta a mancare, ma la cui figura resta un orgoglio per l’Italia, che conosceva le mie passioni e ricerche, mi stimolava in continuazione a credere e perseverare nelle mie intuizioni e nel mio lavoro.

Da bambina, cosa voleva fare «da grande»?
Purtroppo non mi è stato possibile studiare quanto avrei voluto, perciò poi l’ho fatto da sola quando ne ho avute le possibilità. Comunque avrei voluto fare la ricercatrice.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
È in fase di concretizzazione, riguarda la salute, l’estetica e il benessere della persona.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando la sperimentazione ha confermato le mie intuizioni.

Dalla pubblica amministrazione alla cosmesi è un bel salto: ci racconta com'è avvenuto, e qual è stata la scintilla?
Lavoravo nella sanità pubblica ma sentivo il desiderio di riprendere i miei studi e fare ciò che più mi appassionava. Fin da piccola ero curiosa e da grande desideravo fare ricerca per migliorare l’aspetto estetico delle donne in maniera naturale e non invasiva.

In che modo Shani è un'azienda innovativa? Quali innovazioni ha portato alla cosmesi?
Oltre ai miei brevetti in campo estetico, che ho inserito in Shani, e ad altri su cui continuiamo a lavorare, per qualsiasi nostro nuovo prodotto facciamo anni di ricerche e test. Si parte quasi sempre da un'intuizione, talvolta leggendo letterature antiche o ascoltando storie di vecchi rimedi; una volta intuito il principio attivo (mai di origine animale) e il suo scopo, si cerca come lavorarlo, estrapolarlo, conservarlo, con quali altri principi attivi poterlo abbinare, per poi passare alla fase di test in laboratorio e alla ricerca della formula migliore. Solo dopo anni si decide se una referenza può essere inserita in Shani perché unica, naturale, senza effetti collaterali e con risultati certi.

La pressione di essere sempre giovani e belle e l'introiettamento dello “sguardo maschile” (come principio e non come sguardo del singolo individuo) è ancora un peso per le donne occidentali. Come si mantiene, per un'imprenditrice del suo ramo, l'equilibrio fra il soddisfacimento di un bisogno (la cura di sé) e il rischio di crearne uno fittizio (l'eterna giovinezza come unica condizione per la rilevanza sociale dell'individuo)?
Credo che oggi le imprenditrici di successo non vengano più prese in considerazione per l’aspetto estetico ma per reali doti intellettuali e manageriali. Le donne che si rivolgono a me o usano i prodotti Shani lo fanno per un'esigenza personale, per ottenere un aspetto migliore e giovanile della pelle, specchio anche di un benessere generale che comporta un migliore stile di vita, e ricordiamoci che anche l’aspetto estetico, è fondamentale per il benessere psico-fisico individuale.

Come si fa a crescere un'impresa che vende prodotti considerati “di lusso” nel trend economico attuale?
Premesso che mi sento più innovatrice che imprenditrice, fondamentale per crescere in questo settore è investire nella ricerca e nella qualità delle materie prime impiegate. Noi ci impegniamo tutti i giorni per offrire prodotti sicuri, di altissima qualità, ricchi di principi attivi naturali non animali e che diano un risultato sensibilmente visibile. Alle “mie signore” dico sempre, non dite che usate i miei prodotti, vedrete che saranno le persone che vi conoscono a chiedervi cosa state facendo. L’80% della nostra clientela si è generata grazie al passaparola di clienti soddisfatti, non attraverso la pubblicità. A premiarci credo sia quella che noi definiamo la nostra “etica dell’estetica”.

Quali sono i suoi obiettivi professionali per il prossimo futuro?
Espandere il mercato di Shani anche all’estero e continuare la ricerca di nuove sostanze, per offrire sempre prodotti unici, che tutelino la salute e migliorino l’aspetto estetico. Vorrei anche avere la possibilità di creare laboratori in altri paesi del mondo per offrire prodotti mirati per gli abitanti di quei luoghi, utilizzando le loro materie prime e creando lavoro locale.

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