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Storie

L’appartamento su misura: Uniflat

Trovare l'appartamento e i coinquilini ideali è ora possibile. Giuseppe Gianni ci presenta Uniflat

24 Aprile 2015

Innovazione vuol dire favorire la nascita di nuove idee, valorizzare le risorse a disposizione e creare nuovi prodotti e processi sempre più evoluti dei precedenti

Che cos’è l’innovazione per Lei?
Per me innovazione vuol dire favorire la nascita di nuove idee, valorizzare le risorse a disposizione e creare nuovi prodotti e processi sempre più evoluti dei precedenti.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
Considerata la larga diffusione e il massiccio utilizzo nella vita di tutti i giorni, identifico gli smartphone come innovazione simbolo di questa epoca: non solo hanno cambiato le nostre abitudini in mobilità, ma hanno anche permesso di creare nuove professioni, nuovi modelli di business e hanno dato spinta ad innovazioni in settori totalmente diversi.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Credo che due componenti siano alla base dell'innovazione: la creatività e il continuo investimento in ricerca e sviluppo. Gli investimenti da soli non bastano, ma uniti alle intuizioni geniali di menti creative possono veramente cambiare i classici paradigmi a cui siamo abituati.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Le nuove tecnologie hanno dato vita a nuove imprese e hanno contribuito alla creazione di un vero e proprio mercato globale, con il conseguente ampliamento del mercato potenziale di molte piccole e medie imprese che prima potevano competere solo a livello locale.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Tendo sempre a considerare le nuove tecnologie come un'opportunità; il rifiuto ad adattarsi ai cambiamenti che queste offrono potrebbe invece diventare un ostacolo.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Credo che l'Internet of Things porterà ad una vera e propria rivoluzione in molti settori, mettendo la tecnologia ancora più a disposizione nella vita di tutti i giorni.

Come concilia tradizione e innovazione?
Non credo che tradizione e innovazione siano in contrapposizione tra loro. Credo fermamente che innovare alcuni settori possa invece essere una grossa opportunità per tenere in vita le tradizioni, facendo sì che si adattino meglio ai cambiamenti tecnologici ed economici degli ultimi anni.

Non smettere mai di imparare cose nuove e puntare all'eccellenza nel proprio settore.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Sicuramente ci sono settori in cui il “Made in Italy” è ancora sinonimo di qualità e affidabilità, offrendo un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. Ma da solo non può bastare.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Sicuramente non ci sarebbero nuovi investimenti senza nuove idee, quindi le idee sono fondamentali. La mancanza di investimenti potrebbe però portare ad un'atrofia delle idee, quindi la presenza contemporanea di idee ed investimenti è una condizione necessaria per la crescita.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Non penso che il livello della formazione in Italia sia inferiore a quella di altri paesi esteri, quindi mi sento di raccomandare un percorso formativo in Italia. Però reputo molto importante completare il proprio percorso con un'esperienza all'estero, perché aiuta a conoscere meglio se stessi e ad ampliare i propri orizzonti culturali grazie al confronto con culture differenti.

Che stimoli le ha offerto il Paese?
Vivere in un paese che negli ultimi anni è stato costantemente in balìa della crisi ha fatto maturare una maggiore consapevolezza di dover dare sempre il massimo per poter essere competitivi sia qui che all'estero.

Quali sono le sue fonti d’ispirazione in Italia?
Sicuramente tutti quegli imprenditori italiani di successo che hanno dimostrato come sia possibile, nonostante tutto, riuscire a creare solidi business operanti sia in Italia che all'estero.

Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Da bambino il mio sogno era fare il manager e viaggiare. Ora entrambi i sogni sono diventati degli obiettivi a cui tendere continuamente.

Qual è il rischio più grande che ha corso?
Il rischio di abbandonare un'idea per paura di fallire o paura di non riuscire a realizzarla per tempo.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
L’intuizione alla base del progetto è stata quella di pensare che gli studenti universitari avessero bisogno di un portale a loro dedicato e capace di considerare i loro bisogni, piuttosto che continuare ad utilizzare piattaforme nate per la compravendita online.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
L'idea di una piattaforma per la ricerca dell'alloggio e dei coinquilini è stata più volte discussa, tra quelli che poi sono diventati i fondatori del progetto Uniflat. La vera svolta che ci ha portato ad iniziarne lo sviluppo è stata però la vittoria della competizione promossa dal Capitt dell'Università di Catania, “Startup Academy”. Grazie a ciò siamo riusciti a migliorare l’idea iniziale, a creare un modello di business sostenibile e a supportare lo sviluppo e la gestione della piattaforma.

Uniflat è nata da esperienze personali?
Quasi tutti noi fondatori del progetto Uniflat abbiamo condiviso appartamenti con altri studenti, sia in Italia che all'estero. Le difficoltà affrontate nel trovare l'appartamento giusto e quelle dovute ad una convivenza con inquilini che “non si sono scelti”, ci hanno portato ad analizzare meglio questo processo di ricerca per poterlo migliorare e trasformare in un business.

Tra le altre cose, Uniflat aiuta anche a trovare la compatibilità fra coinquilini. In che modo?
Non è impresa semplice delineare a priori le dinamiche relazionali di una casa di studenti, però crediamo sia possibile, anche grazie all'integrazione con i social network, valutare la compatibilità tra i futuri inquilini attraverso un algoritmo. Valutando interessi, abitudini e caratteri personali, si riesce a calcolare un indice di compatibilità tra i due inquilini.

Avete avuto delle guide che vi hanno aiutato a costruire la vostra start-up?
Uniflat è nato all'interno di una competizione universitaria e abbiamo quindi avuto un grande supporto proprio da alcuni docenti della nostra Università che ci hanno fatto da “mentor”, fornendoci consigli utili per la realizzazione e il perfezionamento dell’idea.
Un altro aiuto determinante è arrivato da alcuni giovani imprenditori che hanno messo a disposizione le loro conoscenze ed esperienze, permettendoci di migliorare di continuo il nostro progetto.

Qual è stato il miglior suggerimento che ha ricevuto?
Il miglior suggerimento ricevuto è stato probabilmente quello di concentrare il focus del nostro progetto proprio sulla ricerca della compatibilità tra i coinquilini, poiché questo parametro aggiunge valore alla piattaforma e ci differenzia maggiormente dai competitor già operanti nel settore.

Cosa consiglierebbe a un ragazzo che ha appena finito gli studi?
Di non smettere mai di imparare cose nuove e puntare all'eccellenza nel proprio settore. Per restare competitivi in un mondo che cambia velocemente è indispensabile una formazione continua e dedicare sempre del tempo alla crescita personale.