Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri e di altri siti) al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete. Continuando a navigare o accedendo a un qualunque elemento del sito senza cambiare le impostazioni dei cookie, accetterai implicitamente di ricevere cookie al nostro sito. Le impostazioni dei Cookies possono essere modificate in qualsiasi momento cliccando su "Più informazione sui Cookies”.

Audi innovative thinking

Audi

Storie

Trasformare idee in realtà

Davide Marin presenta LumiPocket, una stampante 3D portatile che permette di ricreare gli oggetti desiderati in modo semplice e preciso

07 Aprile 2015

Innovazione significa trovare nuovi modi per risolvere e migliorare processi già esistenti e dare modo sempre a più persone di poterne usufruire

Trasformare un’idea in realtà oggi è molto più semplice grazie a LumiPocket, una stampante 3D portatile che, a costi contenuti, permette di creare gli oggetti desiderati in modo semplice e con grande precisione nei dettagli. Davide Marin, il suo ideatore, ci spiega che tra il dire e il fare c’è tutta la differenza che esiste tra un pensiero e una start-up.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
Per noi innovazione significa cercare nuove soluzioni a problematiche e necessità reali, trovare nuovi modi per risolvere e migliorare processi già esistenti e dare modo a sempre più persone di poterne usufruire.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Formazione, ricerca, investimento sui giovani, che a loro volta devono avere voglia di “mettersi in gioco” per cercare nuove soluzioni.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Hanno dato più opportunità a tutti, anche se il rovescio della medaglia è che potenzialmente chiunque nel mondo può avere la stessa idea che hai avuto… quindi conta soprattutto la capacità di saperla realizzare concretamente!

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Tutto sta nel modo in cui noi decidiamo di usarle.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Difficile dirlo! Ci sono molti campi in cui c’è ancora molto spazio per l’innovazione, a partire dall’ambito medico.

Come concilia tradizione e innovazione?
L’innovazione può integrarsi con la tradizione, per esempio, dando agli artigiani nuovi strumenti per rimanere al passo sul mercato ed essere competitivi.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Certo! Nelle nostre stampanti, ad esempio, il design è molto curato e questo è un valore che ha sempre caratterizzato il nostro paese, come l’attenzione per i dettagli che ci ha portato a sviluppare un prodotto efficiente, curato ma minimalista, di facile utilizzo.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Le idee non mancano, gli investimenti sono spesso difficili da reperire o distribuititi in maniera discutibile. Ad ogni modo le idee vanno poi seguite; un apporto esterno di conoscenze e un confronto sono altrettanto importanti.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
La formazione è importante, se poi affiancata a progetti reali nello stesso ambito ha più valore. Passare una parte della propria vita all’estero, adattandosi per necessità anche ad esperienze lavorative al di sotto delle nostre aspettative, può caricare la molla della creatività, portandoci a sviluppare modi di pensare diversi e alternativi.

Inventare, creare e costruire mi ha sempre appassionato!

A quali traguardi deve puntare il Paese?
A non perdere le persone che, con le loro idee, possono aiutarlo ad emergere dalla crisi.

Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Inventare, creare e costruire mi ha sempre appassionato! Ho sperimentato diverse tecniche per trasformare idee e pensieri in forma concreta: dal disegno alla fotografia, alla scultura, al pirografo, fino alla programmazione e all’elettronica, che ho portato avanti maggiormente perché permettono di realizzare oggetti e macchine con uno scopo, che, a loro volta, potranno creare qualcos’altro, come nel caso delle stampanti 3D.

Qual è il rischio più grande che ha corso?
Si corrono diversi rischi quando si decide che è arrivata l’ora di trasformare la propria passione in un lavoro vero e proprio. Si devono prendere delle decisioni, perché per poter fare il salto, bisogna donare tutto il proprio tempo. Nel mio caso ho dovuto lasciare un lavoro a tempo indeterminato che comunque mi ha insegnato molto. La scelta non è stata facile!

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Quando ho capito che era il momento giusto per trasformare la mia passione per l’elettronica, la stampa 3D e la prototipazione in un lavoro a tempo pieno! Naturalmente è ancora presto per dirlo.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando ho iniziato a ricevere sempre più riscontri positivi dal pubblico sui miei progetti. Articoli pubblicati su blog e siti specialistici, premi e concorsi a livello internazionale, interviste, campagne di successo su IndieGoGo mi hanno portato a credere che fosse arrivato il momento giusto per lasciare il mio precedente impiego e buttarmi in questo avventura.

Negli ultimi anni c’è stato il boom delle stampanti 3D. Perché sono rivoluzionarie?
Perché rendono molto più immediato tradurre un’idea in un oggetto reale, sia che si parli di creazioni artigianali o hobbistiche, sia in ambito industriale. La capacità di abbracciare settori molto diversi tra loro rende le stampanti 3D un’innovazione importante.

Chi sono i destinatari di LumiPocket? Quali sono le sue applicazioni?
Hobbisti, maker, artigiani possono realizzare progetti con pezzi stampati di alta qualità, ma a costi contenuti. I gioiellieri, grazie alla nostra macchina e alle nostre resine fondibili, possono velocizzare ed espandere la vecchia tecnica della modellazione a cera persa, venendo incontro alla sempre crescente richiesta di “customizzazione” del prodotto. Le piccole aziende possono prototipare componenti o pezzi meccanici di precisione. E sono solo alcuni esempi…

Cosa consiglia a un giovane che cerca fondi per la propria start-up?
Di chiedersi se realmente qualcuno sia interessato al prodotto che vuole sviluppare, e se ha la competenza sufficiente per realizzarlo concretamente.

Quanto è stato importante il web nella realizzazione del suo progetto?
Fondamentale! Dalle campagne di crowdfunding su IndieGoGo, alla ricerca di ispirazione per progetti sempre migliori, alla raccolta di materiale per formarsi e aumentare le proprie conoscenze: niente di tutto questo sarebbe possibile senza il web.

Quali errori non dovrebbe fare uno startupper?
Pensare che l’idea da sola basti. Sapere come realizzarla è altrettanto importante, se non di più. Bisogna poi chiedersi se la nostra idea risolva problemi reali!

Scopri il ritratto di Davide Marin