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Storie

Innovazione alla portata di tutti

Braille Lab si occupa di realizzare prodotti a basso costo capaci di migliorare la vita di non vedenti e ipovedenti

02 Aprile 2015

L'innovazione è futuro e il futuro è nelle nostre mani

Spesso le azioni che per noi sono banali e un po’ scontate, costituiscono un vero traguardo per chi ha delle disabilità fisiche. Le nuove tecnologie possono azzerare questo gap, mettendosi al servizio di chi, suo malgrado, ha bisogno di un aiuto in più. Braille Lab si occupa di realizzare prodotti a basso costo capaci di migliorare la vita di non vedenti e ipovedenti, facendo sì che l’innovazione sia davvero alla portata di tutti. Il suo fondatore Claudio Loconsole, ricercatore presso la Scuola Superiore Sant’Anna, ci racconta a quali traguardi dovrebbe puntare l’Italia.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
L'innovazione è un attimo, un lampo in cui pensi ad un problema e sai come risolverlo migliorando la vita a te stesso e ad altre persone. L'innovazione è futuro e il futuro è nelle nostre mani.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
La ricerca di soluzioni efficaci, ma green.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
L’innovazione si basa su tre pilastri principali: curiosità, cultura ed ingegno.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Principalmente accelerandone le dinamiche e rendendolo più diversificato.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Quasi sempre un’opportunità. La scelta finale per ogni cosa rimane comunque a noi.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
La rivoluzione culturale che nasce dall’incontro e dalla fusione reale, e non idealizzata, di culture diverse, caratterizzate da storie, da problemi e, soprattutto, da risoluzioni diverse.

Come concilia tradizione e innovazione?
Tradizione ed innovazione non sono mutuamente esclusive. Io cerco di mantenere le tradizioni innovandone gli aspetti rimasti un po’ troppo indietro.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Si, lo è. Senz’altro. Appena penso al Made in Italy, mi viene subito in mente la canzone “Voglio vivere così” di Ferruccio Tagliavini. E questo è per me un grande valore aggiunto.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Dopo anni di idee, ho capito che gli investimenti sono fondamentali. Capiamoci. Ci sono tante idee geniali ed innovative che muoiono ogni giorno per mancanza di fondi. Ed io, in casa, ho parecchie lapidi appartenenti ad idee stroncate dalla mancanza di investimenti.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Il percorso di formazione in Italia è ottimo. Penso convenga andare all’estero verso la fine o successivamente al percorso di formazione.

A quali traguardi deve puntare il Paese?
Al riconoscimento reale del talento e alla meritocrazia.

Quali sono le sue fonti d’ispirazione in Italia?
I grandi personaggi del passato e due tipi di persone del presente: quelle che sono partite dal nulla creando del valore economico e/o sociale e quelle che, nonostante le fortune familiari, continuano a lavorare sodo per un futuro migliore per tutti.

“Segui le tue passioni. Il resto è niente”

Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Strano ma vero, il professore di Informatica. Ed ho scoperto che ancora prima, la mia prima parola è stata “bit”! Nel 1986! A pochi mesi dalla mia nascita (Dicembre ’85).

Qual è il rischio più grande che ha corso?
Continuare l’Università dopo la laurea con un dottorato di ricerca.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Dare valore a cose dimenticate.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando dopo vari “è interessante, ma per stavolta lasciamo perdere”, è arrivato il riconoscimento ufficiale.

Com’è nata l’idea di Braille Lab?
Da un brain storming di idee con un mio amico davanti ad un’ottima birra.

Quali sono le prossime tappe per Braille Lab?
Sta per arrivare il finanziamento tanto atteso per Braille Lab. Questo finanziamento permetterà di arrivare ad uno stadio avanzato del progetto, in modo da essere pronti a richiedere gli investimenti necessari per raggiungere il mercato.

Qual è il suggerimento migliore che le è stato dato?
“Segui le tue passioni. Il resto è niente”.

Le sue ricerche si sono svolte in ambito universitario. Di cosa avrebbero bisogno le uni-versità italiane per essere davvero competitive a livello internazionale?
Di riconoscimento da parte delle istituzioni e del mondo aziendale. Questo potrebbe dare una forza notevole alle università per aspirare ad una competitività di livello internazionale.

Braille Lab è un grande aiuto per non vedenti e ipovedenti. Crede che la tecnologia si stia mettendo al servizio di chi ha delle disabilità fisiche o c’è ancora molto da fare?
La tecnologia, purtroppo, si mette prima a disposizione di coloro che non hanno disabilità fisiche. Sta a tutti noi cercare di allineare e sincronizzare i processi di innovazione per tutti ed il prima possibile.

Scopri il ritratto di Claudio Loconsole