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Storie

Viaggiart, la guida in movimento

Stefano Vena presenta Viaggiart, l'applicazione che ti fornisce contenuti e informazioni sui beni culturali nelle tue vicinanze

30 Marzo 2015

L’innovazione è il processo che trasforma un’intuizione in un prodotto di uso comune in grado di migliorare la vita di tutti i giorni

Per fare un viaggio non c’è bisogno di andare lontano e a volte basta sapersi guardare intorno. L’Italia non solo è ricca di monumenti e storie che s’intrecciano nei secoli, ma anche di locali, ristoranti e posti da scoprire. Lo sa bene Stefano Vena, il creatore di Viaggiart, un’app che, attraverso contenuti ad hoc e le informazioni ricavate dal web, costituisce una vera e propria guida in movimento, che segue i nostri passi e indica tutti i beni culturali vicino a noi. In questa intervista Stefano ci spiega come cultura e turismo possano essere un vero motore per il nostro Paese.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
Quando penso al concetto d’innovazione penso all’invenzione della ruota e provo ad imma-ginare come sia migliorata la qualità della vita dal momento della sua introduzione nello svolgimento delle attività quotidiane. Quindi, per me, l’innovazione è il processo che tra-sforma un’intuizione in un prodotto di uso comune in grado di migliorare la vita di tutti i giorni.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
Senza dubbio internet. Come la ruota, esso ha stravolto il nostro modo di lavorare, il modo in cui comunichiamo e accediamo alle informazioni. Non riusciamo ad immaginare un mondo senza internet, così come riusciamo a far meno della ruota.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Sebbene si lasci spesso passare l’innovazione come legata ad un episodio fortuito o ad una intuizione brillante, le innovazioni durature nel tempo arrivano quasi sempre dopo intense fasi di ricerca e sviluppo.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Hanno principalmente ridotto costi e distanze riducendo di fatto queste barriere all’ingresso. Le nuove tecnologie a mio avviso hanno stimolato il mercato riuscendo ad aprire nuove linee di sviluppo e introducendo nuovi settori da sfruttare. Mi riferisco all’industria dell’intrattenimento di massa, alla telefonia mobile o alla domotica.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Le nuove tecnologie, se impiegate in modo adeguato rappresentano sempre un’opportunità. Tuttavia credo che il loro impiego in alcuni casi possa essere più una barriera all’ingresso da superare che un vero e proprio ostacolo.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Seguo con interesse lo sviluppo delle nanotecnologie che stanno di fatto rivoluzionando numerosi campi di applicazione dalla medicina all’elettronica e che potranno essere volano di nuove scoperte.

Come concilia tradizione e innovazione?
Non si può parlare di innovazione senza tradizione. L’innovazione nasce da una profonda conoscenza delle tradizione e dalla voglia di migliorare un processo produttivo dal punto di vista della qualità o delle perfomance.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Viaggio spesso e la percezione che si ha dell’Italia all’estero è straordinaria. Rende orgogliosi esserlo. Il Made in Italy, quindi rappresenta ancora un valore da sfruttare, bisogna però puntare di più sulla qualità, perché a mio avviso essa è mediamente in calo.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Senza dubbio le Idee. Siamo da sempre un popolo di pensatori e creativi e inventori. Mi sento di dire che gli investimenti non sono il nostro forte.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Io mi sono formato esclusivamente in Italia, confrontandomi spesso con realtà straniere soprattutto durante il dottorato di ricerca. Dalla mia modesta esperienza posso dire che una buona soluzione potrebbe essere conseguire la laurea in Italia, dove la formazione si basa molto su un approccio formale, teorico, molto metodico e legato alla nostra tradizione, per poi puntare ad un dottorato all’estero, dove viene data più importanza alla pratica e agli aspetti applicativi.

Che stimoli le ha offerto il Paese?
Sono calabrese, vivo in una terra complicata, dove gli stimoli scarseggiano per una serie di motivi più o meno noti. Tuttavia la volontà di creare qualcosa di importante e di dimostrare che è possibile realizzare qualcosa che porti valore al mio paese, mi ha permesso di trovare stimoli anche in posti dove era impossibile trovarli.

A quali traguardi deve puntare il Paese?
Bisogna far crescere i settori che da sempre ci contraddistinguono: arte, turismo, agricoltura e artigianato e investire di più su scuola, ricerca, ambiente e qualità della vita.

Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Volevo fare l’inventore, avevo anche fondato un club. Ho passato l’infanzia a costruire oggetti improbabili mettendo insieme pezzi di giocattoli differenti. Poi ho scoperto i computer.

Qual è il rischio più grande che ha corso?
In un paio di occasioni ho dato per fatte cose che ancora non avevo realizzato e mi è andata bene, ma il rischio è all’ordine del giorno nella vita di un imprenditore.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Puntare alla semplicità e alla cura dei dettagli e non cercare di impressionare restando vittima della vanità.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
L’obiettivo di chi fa impresa e porta avanti un progetto aziendale è fare profitti. Ho capito che eravamo ad una svolta quando abbiamo incontrato un importante partner commerciale che ha deciso di supportarci inserendoci nel proprio pacchetto fornitori. In questo modo ci ha permesso di iniziare a chiudere contratti con i nostri clienti in modo continuativo.

In che modo Viaggiart aiuta a conoscere meglio un luogo?
Viaggiart si basa sul semplice concetto di vicinanza. Mostriamo ai nostri utenti finali tutto ciò che è vicino a loro e che si trova nel nostro database. La nostra app funge da bussola presentando tutto ciò che un luogo può offrire dal punto di vista storico/culturale. Inoltre completiamo l’offerta con i servizi forniti dai nostri clienti (alberghi, ristoranti, banche, trasporto pubblico/privato ecc.)

Viaggiart fornisce molte informazioni ai turisti, ma in che modo scegliete e verificate i contenuti?
Puntiamo molto alla qualità dei nostri contenuti e alla selezione dei clienti. Alcuni contenuti provengono da open-data rilasciati direttamente dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e sono quindi certificati. Il resto dei contenuti viene scrupolosamente composto dalla nostra redazione. Poi ci sono le informazioni fornite dai nostri clienti.

Non sempre le cose vanno come si vorrebbe. Anche lei ha vissuto degli insuccessi nel corso della sua carriera? A cosa sono serviti?
Ho vissuto diversi insuccessi che mi hanno spronato ad andare avanti e a ritentare cercando di non ripetere gli errori commessi. È vero che sbagliando si impara.

Il turismo è un settore con molto potenziale in Italia. Secondo lei ci sono degli aspetti ancora da esplorare?
Il turismo in Italia è un settore con un potenziale infinito e sicuramente ci sono aspetti da esplorare che ancora ci sfuggono. Solo il tempo potrà dirci quali sono.

Spesso si crede che la cultura non paghi, separandola da qualsiasi ottica economica e di profitto. La sua startup dimostra il contrario?
Secondo me la cultura paga se non è fine a se stessa. La mia startup investe nella divulgazione della cultura e del patrimonio storico italiano portandolo nelle tasche degli utenti attraverso un’app semplice e immediata. Così facendo non solo valorizziamo i nostri beni culturali, ma siamo anche in grado di stimolare il tessuto economico presente intorno ad essi.

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