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Storie

I primi passi verso l’e-commerce

Blomming è una piattaforma che permette a chiunque di aprire il proprio e-shop, con la stessa semplicità ed immediatezza con cui si può aprire un blog.

13 Marzo 2015

L’innovazione è la voglia di cambiare le cose, il gusto di scoprire strade nuove, il coraggio di camminare su sentieri inesplorati, l’energia necessaria per trascinare tutte le forze contrarie e vincere tutte le resistenze.

Lo shopping è sicuramente uno degli aspetti della vita quotidiana che maggiormente è stato rivoluzionato dal web. Se un tempo erano solo i grandi magazzini Harrods che potevano garantire ai suoi clienti “dallo spillo all’elefante” adesso qualsiasi merce è a portata di click. Ma non tutti i commercianti hanno le competenze e i mezzi per aprire un loro negozio online.
Blomming è una piattaforma che permette a chiunque di aprire il proprio e-shop, con la stessa semplicità ed immediatezza con cui si può aprire un blog. Matteo Cascinari, partner e amministratore delegato di Blomming, ci racconta come funziona.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
L’innovazione è la voglia di cambiare le cose, il gusto di scoprire strade nuove, il coraggio di camminare su sentieri inesplorati, l’energia necessaria per trascinare tutte le forze contrarie e vincere tutte le resistenze. In qualche modo è sudore.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
La telefonia mobile, gli smartphone e i tablet.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Il coraggio e la propensione al rischio e al nuovo. Non aver paura di fallire.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Le tecnologie abbattono le barriere, producono democrazia, creano mobilità sociale, cambiano i confini dei settori. Tutti elementi che hanno cambiato la struttura delle economie moderne.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Sarà una propensione naturale, ma fatico a vedere quali ostacoli possano costituire le tecnologie, a meno che non si tratti di tecnologie “pesanti”, che possono essere detenute solo grazie a investimenti enormi. Allora sì che possono alzare le barriere, invece che abbassarle.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
A breve termine, la rivoluzione che verrà portata dalle stampanti 3D. In un’ottica fu-tura, il teletrasporto.

Come concilia tradizione e innovazione?
Non c’è innovazione senza tradizione. Bisogna però essere capaci di non vivere la tradizione come un comodo rifugio, non bisogna addormentarcisi dentro. Non c’è niente di più bello che mettere insieme tradizione e innovazione, oscillando tra ieri e domani. Mi occupo di innovazione ormai da tempo, passando le mie giornate, come molte persone, da uno schermo all’altro. E mi piace. Ancora oggi però leggere un giornale o un libro di carta mi regala un piacere unico.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Assolutamente sì. In alcuni settori siamo imbattibili e dobbiamo riuscire a valorizzare ancora di più questo nostro posizionamento.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Le idee, perché di investimenti ce ne sono troppo pochi. Ce ne vorrebbero molti di più perché possano essere importanti.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Penso che il sistema educativo italiano sia competitivo e, quindi, consiglierei di ri-manere in Italia almeno fino alle superiori, anche perché avere radici è molto impor-tante. Da lì in poi però, più si accumulano esperienze all’estero e più si apre la mente, diventando maggiormente predisposti all’innovazione. Purtroppo chi vuole fare innovazione trova in Italia un ambiente ostile.

Che stimoli le ha offerto il Paese?
Pochi, da questo punto di vista l’Italia non è un paese che spinga o favorisca l’innovazione. Anzi, spesso fa di tutto per penalizzarla. Anche se le cose stanno cominciando a cambiare. Gli ultimi governi hanno avuto molta più attenzione a questo aspetto, ma siamo veramente all’inizio.

Come si apre la strada dell’innovazione in Italia?
Questo sarebbe un discorso molto lungo, perché c’è veramente tanto da fare. Senz’altro un buon punto di partenza sarebbe un nuovo sistema di regole unito a una forte politica di investimento pubblico e di agevolazione dell’investimento privato (come in parte è già stato fatto). Le aree di intervento sono però tantissime (legislativa, fiscale, culturale, la formazione...)

Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Non ho mai saputo cosa fare da grande né allora né adesso. Forse è proprio questo che mi ha avvicinato alla sperimentazione.

Qual è il rischio più grande che ha corso?
Tantissimi: quello di fallire, di “perdere la faccia”, di lasciare il posto sicuro. Solo per dirne alcuni.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Quella di capire, a un certo punto della mia carriera professionale, che era arrivato il momento di rischiare e di mettersi in proprio.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando abbiamo visto che non funzionava il modello di business che avevamo in mente per Blomming e lo abbiamo velocemente riadattato e reso solido.

Com’è nata l’idea di Blomming?
E’ nata da un’idea di Nicola Junior Vitto, ideatore e fondatore della start-up che io ho solo accompagnato nel percorso di crescita e affermazione sul mercato. L’idea di fondo era quella di mettere insieme il mondo dell’e-commerce con quello dei social network, permettendo così a chiunque di fare commercio elettronico. Nicola lavorava in un’importante azienda di e-commerce e durante i weekend si dedicava a questa idea finché ha deciso di lasciare il posto sicuro e una carriera in crescita per far nascere il proprio progetto.

Quali sono i vantaggi di Blomming per chi desidera aprire un e-shop?
Sono infiniti, fra cui costi bassissimi, tempi ridotti, massima semplicità di utilizzo. Così anche chi non ha mai fatto e-commerce può cominciare, a sua volta, a sperimentare senza dover impiegare troppo tempo o denaro.

Molti giovani hanno talento e creatività, ma poco spazio per dimostrarlo. Blomming può essere la piattaforma per far conoscere nuovi marchi e prodotti?
Sì senz’altro, anche se Blomming crea maggior valore come strumento di e-commerce che non come vetrina e strumento di marketing. Noi ci rivolgiamo in primo luogo a chi ha saputo già sviluppare una propria audience.

Come può un commerciante online stabilire un buon rapporto con i propri clienti?
Ci sono tante regole che funzionano sempre. Intanto fornire un’immagine professionale, a cominciare dalla qualità degli scatti fotografici. Poi offrire il maggior numero di informazioni sulla propria attività in modo da ispirare fiducia nel compratore e indurlo ad acquistare. Una volta ricevuto l’ordine, bisogna essere veloci nel dare feedback, mandando una mail, rispondendo ai messaggi del compratore e spedendo rapidamente e con cura, la merce acquistata.

Come si contattano e coinvolgono degli investitori in un progetto?
Nel mio caso esisteva una conoscenza personale pregressa e quindi il contatto è stato più semplice. Per convincere gli investitori, al di là della bontà del progetto stesso, occorre infondere in chi ascolta la propria conoscenza del mercato e il proprio totale commitment al progetto stesso.