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Storie

L'innovazione di oggi è la tradizione di domani

Una start-up per le start-up. Passione, curiosità, voglia di rischiare: Carlotta Cena, commercialista e co-fondatrice di StudioImpresa4Young, ci ha raccontato la sua visione del mondo e dell'innovazione.

03 Marzo 2015

«L’innovazione può nascere da un’intuizione geniale ma è comunque sempre frutto di un lavoro costante calato in un contesto di grande esperienza» - Carlotta Cena

Una start-up per le start-up, un servizio di consulenza per i giovani imprenditori che vogliono mettersi in gioco. Passione, curiosità, voglia di rischiare: Carlotta Cena, commercialista e co-fondatrice di StudioImpresa4Young, ci ha raccontato la sua visione del mondo e dell'innovazione.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
L’innovazione non può che partire dalla curiosità. La curiosità porta passione in ciò che si fa (qualunque cosa sia!) e sprona a fare sempre meglio e con nuove soluzioni. La curiosità però da sola non basta . L’innovazione può nascere da un’intuizione geniale ma è comunque sempre frutto di un lavoro costante calato in un contesto di grande esperienza (maturata personalmente o acquisita da altri).

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
Sicuramente il modo di comunicare, sempre più veloce, immediato e alla portata di tutti.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Curiosità, conoscenza, determinazione e passione… gli ingredienti che l'uomo introduce nella realtà generando così ambiti e luoghi da vivere. In fondo l’innovazione di oggi è la tradizione di domani.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Normalmente è il mercato che influenza e trascina l’offerta di prodotti. Le mutevoli esigenze del cliente generano dei bisogni sempre nuovi e l’innovazione tecnologica spesso risponde prontamente. Oggi assistiamo ad un capovolgimento del processo: l’innovazione nella comunicazione grazie al mondo dei social e del web ha dato al cliente un potere che mai fino ad oggi aveva avuto. Siamo nell’era del Cliente.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Penso che non possano che essere un’opportunità. E questo per il semplice fatto che ci sono e quindi influenzano il mercato. O sappiano coglierne l’opportunità per la nostra attività, o ci sarà qualcuno che lo farà sicuramente prima e meglio di noi, con il rischio di farci fuori. Certo, ogni nuova tecnologia non può che essere uno strumento, e come tale va gestito correttamente. Infatti, se da una parte possiamo dire che in generale le tecnologie hanno permesso all’uomo di dedicarsi ad attività più interessanti migliorando le sue condizioni di vita, dall’altra questo non accade per tutti.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Se lo sapessi, non ve lo direi!

Come concilia tradizione e innovazione?
Per innovare bisogna possedere il già conosciuto che per me è tradizione. Come ho detto prima l’innovazione di oggi è la tradizione di domani.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Assolutamente sì. Ben spendibile sul mercato estero ma anche su quello nazionale. E penso sia un valore che dobbiamo custodire con orgoglio ma anche con molta responsabilità.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
È inutile dire che una buona idea senza investimenti non va proprio da nessuna parte.
Di buone idee ce ne sono tante, ma (come scriviamo proprio nel nostro progetto), un vero progetto è qualcosa di più di una buona idea.
Mi spiego meglio. Penso che l’Italia abbia senza dubbio molto da imparare da altri paesi (in grado di incentivare e sostenere le idee prive di capacità di investimento) ma sono altrettanto convinta che una buona idea, per poter aver successo nel mercato, debba essere sostenuta a 360 gradi e, per questo, deve anche essere in grado di attrarre l’attenzione di chi può ed intende investirci.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Esperienze all’estero non possono che arricchire il percorso personale di chiunque per cui, ben vengano! Ma sono anche convinta che la vera differenza la faccia la persona e la sua capacità di cogliere e portare “a casa” il massimo da ogni singola (piccola o grande che sia) esperienza. Il mondo è pieno di spettatori, ma c’è bisogno di protagonisti.

Come si apre la strada dell’innovazione in Italia?
Favorendo la cooperazione e la voglia di mettersi in gioco.

A quali traguardi deve puntare il Paese?
L’Italia deve diventare un paese dove le persone possano guardare al loro futuro con serenità e positività. Diventare un Paese che si fonda sulla responsabilità della singola persona che intende essere protagonista della propria avventura lavorativa.

Quali progressi sono imminenti in Italia?
Vorrei saperlo. Ci stiamo abituando ad annunci che poi cadono nel vuoto…

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Comprendere che i servizi offerti con il mio lavoro possono essere offerti in modo semplice e resi più facilmente accessibili, anche ai più giovani, timorosi ed inesperti. E questo senza minimamente trascurare la professionalità.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando al primo evento pubblico di lancio del progetto la sala si è riempita oltre ogni aspettativa immaginabile.

Una startup per le startup: sembra quasi un gioco di parole, invece è tutto vero. Come avete cominciato?
Tutto è iniziato dalla lettura di una notizia: io l’ho letta sui social, il mio dominus (ero allora praticante nello Studio) Luca Castagnetti sul quotidiano. Quattro giovani veronesi avevano dato avvio alla loro realtà imprenditoriale. Questo fatto ci ha provocati: spinta dal desiderio e dalla curiosità di poter incontrare questi miei coetanei, mi domandavo cosa potessi offrire loro con il mio lavoro. La stessa domanda fremeva nel mio dominus, che si domandava come il nostro studio potesse aprire le porte a queste giovani realtà imprenditoriali.
L’obiettivo era stato fissato, il resto era tutto da costruire. E’ iniziato quindi un lavoro con tre colleghe che ha poi condotto alla nascita di StudioImpresa4Young.

Qual è stato il suo percorso, e com'è arrivata a essere Team Leader di StudioImpresa4Young?
Una piccola premessa. La mia professione, Dottore Commercialista, richiede un periodo di pratica professionale prima di poter sostenere l’esame per ottenere l’abilitazione alla professione. Ho svolto questo periodo di pratica presso Studio Impresa (lo studio con il quale oggi collaboro). Durante questo periodo di formazione mi è stata data l’opportunità non solo di formarmi da un punto di vista tecnico ma anche di implicarmi direttamente nel rapporto con il cliente e di poter imparare da chi sa farlo molto bene. Questa opportunità mi ha consentito di maturare esperienza nella gestione del cliente. L’esperienza acquisita, unita alla voglia di mettersi in gioco e di cogliere le opportunità che si presentano senza se e senza ma, mi ha consentito di aderire a una proposta del mio studio: realizzare un progetto per i giovani.

Quali sono stati gli ostacoli principali sul vostro percorso, e cosa invece vi ha piacevolmente stupiti?
Ostacoli: superare o imparare a convivere con il limite di conoscere ancora poco del tuo lavoro. Non sempre ci si riesce.
Ci stupisce sempre la naturalezza con cui i nostri giovani clienti startupper si confrontano con noi.

Scopri il ritratto di Carlotta Cena

La disoccupazione femminile è un problema piuttosto grave in Italia (gli ultimi dati danno n 46,3% di donne occupate contro il 64,8% degli uomini). Lei ha trovato che questo dato influisca sulla percentuale di donne che propongono start-up o decidono di mettersi in proprio?
Cercare una occupazione è un concetto molto diverso dall’intraprendere una nuova iniziativa imprenditoriale. Se nel primo caso i dati testimoniano a sfavore delle donne nel secondo non direi proprio!