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Storie

I gioielli dell'innovazione

Il gioiello: il più tradizionale dei beni di lusso, uno dei prodotti dell'eccellenza italiana nel mondo. Com'è possibile fare innovazione in questo settore? Lo abbiamo chiesto a Vittoria Bianchi, AD del prestigioso marchio di gioielleria Faraone

23 Febbraio 2015

«Vedo le nuove tecnologie come una pantera nera: il più bello fra i felini, agile, potente, emozionante, ma pur sempre un felino» - Vittoria Bianchi

Il gioiello: il più tradizionale dei beni di lusso, il più antico, uno dei prodotti che sono l'eccellenza dell'Italia nel mondo. Com'è possibile fare innovazione in questo settore? Lo abbiamo chiesto a Vittoria Bianchi, amministratore delegato del prestigioso marchio di gioielleria Faraone.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
È trasformare un'idea già esistente rendendola nuova, unica e migliore.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
Diciamo che Internet ha dato il “la”: da quel momento in poi è stato un rapidissimo crescendo.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Come ho detto prima, ai miei occhi innovazione e miglioramento sono sinonimi: credo che per migliorare il vecchio e renderlo nuovo sia necessario innanzitutto conoscerlo in ogni sua sfaccettatura.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Hanno allargato le opportunità di generare business e accorciato i tempi di realizzo.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Più che un ostacolo direi che possono essere un pericolo. Vedo le nuove tecnologie come una pantera nera: il più bello fra i felini, agile, potente, emozionante, ma pur sempre un felino.

Come concilia tradizione e innovazione?
La tradizione fa parte di quel bagaglio del quale non dobbiamo mai disfarci, è il punto d'unione fra passato, presente e futuro.

Il Made in Italy è ancora un valore?
In passato sicuramente sì. Era considerato quel valore aggiunto sinonimo di alta qualità italiana, utile, se non necessario, per arrivare più velocemente al successo. Credo che negli anni abbia perso valore e si sia un po' troppo inflazionato, al punto che sono convinta che oggi il solo “Made in Italy” non basti, è l'artigianalità a fare la differenza.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
In Italia sicuramente le idee non mancano, siamo un popolo di “esteti creativi”: purtroppo, però, vedo troppi progetti che seppur molto brillanti non riescono a prendere il volo.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Università in Italia, master ed esperienze lavorative sicuramente all'estero. Ma credo che per emergere studio e formazione non bastino, ci vogliono anche umiltà, flessibilità e coraggio.

Quali sono le sue fonti d’ispirazione in Italia?
Creatività e senso estetico fanno parte del nostro DNA: per chi ne è alla ricerca è l'Italia la miglior fonte d'ispirazione.

Qual è il rischio più grande che ha corso?
Ho sempre amato le sfide e sicuramente Faraone è stata la più azzardata.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
L'idea di trasformare i gioielli in un gioco. Un gioiello che si monta e si smonta a piacimeto creandone di volta in volta uno nuovo.

L'Italia ha una lunga tradizione di gioielleria artigianale: come si colloca Faraone rispetto a questa tradizione, e quali innovazioni cerca di portare?
Considero Faraone una realtà a sé, difficile posizionarla. Il nostro è un nome che è storia, basti pensare all'amore di Maria Callas per i nostri pezzi più importanti e prima ancora alla regina Maria José di Savoia, ultima regina d'Italia. Ma al tempo stesso è una realtà di nicchia che è voluta restare tale, ed è pertanto meno conosciuta all'estero. Negli ultimi anni abbiamo deciso di “uscire dal guscio”: nel 2012 è stata creata una linea di gioielli innovativi, meno impegnativi e più accessibili. Questo ci ha permesso di fare un passo avanti verso una maggiore notorietà.

**Il mercato dei gioielli ha subito una trasformazione, in particolare nell'ultimo decennio, con l'avvento di molte linee prêt-à-porter in materiali “poveri” a prezzi accessibili. Come si colloca un brand come Faraone in questo mercato profondamente trasformato? **
A differenza di molti nostri diretti competitor, noi anche per la nostra linea prêt-à-porter continuiamo a utilizzare l'oro in tutte le sue varianti come unico metallo. Sono gioielli più accessibili, sì, ma che mantengono la qualità ai nostri più alti standard.

Chi compra un gioiello oggi? Che ruolo gioca il lusso – assoluto o relativo – nella vita dei vostri clienti?
Il mercato oggi richiede un gioiello più portabile, leggero, allegro: un accessorio gioiello poco impegnativo, ma pur sempre un gioiello. Il gioiello come era inteso dai nostri genitori oggi è un po' uscito di scena. Credo che il vero lusso oggi stia nell'unicità di un'idea, di un gioiello realizzato in un solo esemplare o personalizzabile, ma anche di un servizio impeccabile che va ben oltre la semplice vendita. Oggi ci troviamo davanti a una clientela molto esigente e preparata, che ricerca l'eccellenza in ogni sua forma ma con molta discrezione.

Scopri il ritratto di Vittoria Bianchi

La tecnologia ha cambiato il modo di lavorare nell'ambito della gioielleria? Quali innovazioni sono state determinanti negli ultimi dieci anni?
Assolutamente sì: anche il nostro settore si è arricchito di macchinari molto all'avanguardia, prototipatrici, macchine a controllo numerico e laser da taglio.