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Storie

La fotografia, tra arte e verità

Vi raccontiamo la vocazione di Denis Curti alla valorizzazione della fotografia come arte e come documento della storia umana.

18 Febbraio 2015

"Sul tema della veridicità delle immagini si potrebbe scrivere un libro intero. Io non credo affatto alla verità delle fotografie"

Dopo nove anni come direttore dell'agenzia fotografica Contrasto, Denis Curti è pronto a una nuova sfida: ha da poco fondato STILL, uno showroom dedicato interamente alle immagini. Si consolida così la vocazione di Curti alla valorizzazione della fotografia come arte e come documento della storia umana: ne abbiamo parlato con lui in questa intervista.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
Proposte e idee destinate a migliorare la condizione umana.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
La diffusione di Internet. La sua portata democratica è incredibile.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Immaginare una società fatta di uguaglianza.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Lo hanno reso più veloce e dinamico. Forse anche più freddo e distante.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Soprattutto un’opportunità.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Imparare a rispettare la terra riducendo i consumi. Usare l’innovazione per risparmiare i consumi. Innovare per condividere.

Come concilia tradizione e innovazione?
Credo che siano complementari.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Certamente un po’ stanco, ma è ancora un valore.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Gli investimenti. C’è poca attenzione alle idee.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
In Italia ci sono ottime scuole nel segmento universitario. Ma consiglio sempre esperienze di approfondimento all’estero.

Che stimoli le ha offerto il Paese?
Mi ha insegnato l’idea di bellezza. Mi sento circondato dalla bellezza.

A quali traguardi deve puntare il Paese?
Tornare ad essere il punto di riferimento per la creatività e il saper fare.

Quali progressi sono imminenti in Italia?
Riportare la scuola al primo posto.

Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Il fotografo. Adesso faccio quello che li critica (per vendetta)

Qual è il rischio più grande che ha corso?
Mi sono licenziato da un posto fisso per fare libera impresa.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Licenziarmi dal posto fisso.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando ho sentito che emozione e passione si fondevano.

Come cambia il mestiere del fotoreporter nell'era del citizen journalism?
Il fotografo di oggi deve accettare la sfida della narrazione e della presa di coscienza. Non è più sufficiente essere dei testimoni. Non basta più dire “io ero presente”. Il fotografo contemporaneo deve dire “io ho capito” e dichiarare da quale punto di vista sta raccontando il mondo

Che cosa fa di un buon fotografo un grande fotoreporter? Il coraggio e la curiosità bastano?
Un po’ quello che dicevo prima. Coraggio e curiosità non bastano più. Oggi serve consapevolezza verso il mondo.

La fotografia professionale è anche un'arte basata sull'estetica: è possibile evitare il rischio di stendere una patina di glamour sulle tragedie umane?
Per rispondere a questa domanda consiglio di guardare le fotografie di Sebastiao Salgado. Lui riesce a raccontare le tragedie del mondo senza trascendere.

Qual è la responsabilità del fotoreporter nella corretta diffusione di una notizia?
Esiste un codice deontologico preciso anche non scritto. Nel reportage è meglio evitare manipolazioni. Sono recenti e incredibili alcuni casi di reporter che hanno taroccato, seppur lievemente, le loro immagini. Sono stati licenziati dai giornali o allontanati dalle agenzie.

Se qualcuno non avesse fotografato Gheddafi morto, Gheddafi sarebbe morto davvero? Qual è oggi, nell'era della sfiducia e del complottismo alla portata di tutti, l'importanza dell'immagine per stabilire la verità di una notizia?
Sul tema della veridicità delle immagini si potrebbe scrivere un libro intero. Io non credo affatto alla verità delle fotografie. L’amico giornalista Michele Smargiassi dice: una fotografia non può mentire, ma i fotografi sono dei bugiardi” e su questo tema ha scritto un libro e lo ha intitolato "Un’autentica bugia". Il grande reporter Gene Smith amava ripetere: usate la verità come pregiudizio. Per dirla alla Scianna: la fotografia mostra e non dimostra.

Una preferenza personale: quali sono, secondo Lei, le tre fotografie più importanti per raccontare il mondo dell'ultimo decennio?
Quelle di Gianni Berengo Gardin. Il più grande narratore del nostro paese.

Guarda il ritratto di Denis Curti