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Storie

Seguire i sogni e capire il futuro. Parla Simonetta Flores.

L'amministratore unico di Marketing e Innovazione Italia ci racconta la sua storia e la sua esperienza nel mondo dell'innovazione.

20 Dicembre 2014

Volevo fare l’imprenditrice perché ho respirato questa aria nella mia famiglia

Simonetta Flores, amministratore unico di Marketing e Innovazione Italia, ha le idee chiare sul rapporto fra tecnologia e innovazione il valore dell’intramontabile brand Made in Italy. Ai giovani consiglia di fare esperienze sia lavorative sia di formazione, di essere sempre preparati ma di non dimenticare vita personale e affetti. Anche in questo caso, è tutta una questione di bilanciamento.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
Fare innovazione vuol dire riuscire a trovare una novità che soddisfi una domanda basandosi su tutto quello che c’è già stato e analizzandolo per cercare di capire il futuro.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
La rivoluzione tecnologia nel campo della comunicazione: sto pensando a Internet, al fare rete.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Bisogna avere una conoscenza approfondita di quello che è stato fatto nel settore fino a oggi, riuscire a intuire le anticipazioni dei trend del futuro, e soddisfare esigente nascenti.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Hanno cambiato radicalmente il modo di comunicare e di conseguenza le logiche del mercato.
Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Sono una grandissima opportunità, ma diventano un ostacolo se non le si può gestire in modo facile. Sicuramente innovazione significa tecnologia avanzata ma, allo stesso tempo, anche facile da fruire. E poi c’è un discorso di prezzo: i consumatori sono molto disponibili a provare nuovi prodotti, ma il cartellino deve essere sostenibile.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Un nuovo modo di rapportarsi tra le persone. Nuove modalità di spostamento: dall’automotive ai mezzi di trasporto pubblici. Penso alle auto elettriche o a quelle senza conducente, ma anche a treni o aerei che ancora non esistono, ma arriveranno presto. Basti pensare a come si stanno sviluppando i droni.

Come concilia tradizione e innovazione?
Credo sia proprio nel DNA degli italiani riuscire a conciliare questi due valori. Conoscere le proprie origini, la forza dei nostri prodotti e la storia del nostro paese ci permette di individuare le novità in un contesto anche non particolarmente avanzato dal punto di vista tecnologico. Settori molto tradizionali come l’alimentare riescono a trovare nuova linfa vitale grazie all’innovazione.

Il Made in Italy è ancora un valore?
Il Made in Italy non può e non deve essere sottovalutato. Deve essere esaltato sia dalle nostre bellissime aziende sia proteggendo dalla contraffazione. La nostra politica deve avvantaggiare il fantastico tessuto italiano, il nostro fortissimo know how e la grandissima manualità ed esperienza che vantiamo nei nostri confini.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Idee e investimenti devono andare a braccetto. Dove ci sono idee ci sono sempre imprenditori che desiderano investire e rischiare, perché credono in questi spunti e nella loro realizzazione, e sono disponibili a mettere competenza e capitale di rischio.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
?Io direi entrambe le cose. Sicuramente la cultura italiana è molto importante, ma nello stesso tempo ritengo sia fondamentale fare un’esperienza all’estero di studio e lavoro per acquisire una mentalità a 360 gradi, indispensabile quanto lo è imparare le lingue straniere.

Che stimoli le ha offerto il Paese?
L’Italia è comunque una fucina di idee. Soprattutto in momenti di difficoltà, come quello che stiamo vivendo, le menti tendono a ragionare molto velocemente e a trovare a soluzioni ai problemi. Siamo un paese che si è sempre salvato, magari all’ultimo minuto, ma in maniera egregia. E ha sempre dimostrato di poter gareggiare con i cugini europei o i lontani cugini nel resto del mondo.

A quali traguardi deve puntare il Paese?
Serve maggiore supporto dalla politica; c’è bisogno di una grande dose di “sburocratizzazione”, e di maggiore libertà all’interno dei vari mercati. Per affrontare il nostro futuro dobbiamo slegarci da vecchie abitudine e vecchie rendite. E guardare.

Da bambina cosa voleva fare «da grande»?
Volevo fare l’imprenditrice perché ho respirato questa aria nella mia famiglia. Mio nonno è stato uno dei fondatori della grande distribuzione, si chiamava Emilio Lombardini e ha portato in Italia il primo supermercato. Mio papà fabbricava biscotti.

Qual è il rischio più grande che ha corso?
Quello di non seguire effettivamente il mio sogno e di crogiolarmi in un brodo caldo.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Quella di capire quando era il momento di cambiare alcune cose della mia vita e di uscire da una situazione di comodo.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando effettivamente, benché credessi già molto nel premio “Prodotto dell’anno”, le aziende in Italia e all’estero hanno recepito in modo positivo, aderendo con le proprie innovazioni per partecipare all’iniziativa.?

Quali sono, secondo lei, i settori potenzialmente più interessanti in questo momento?
Parlando di largo consumo c’è tutto un mondo che si apre nel campo dei prodotti dedicati a chi ha intolleranze alimentari. Poi il trend salutistico: integratori e prodotti che ci consentono di dedicare attenzione al nostro corpo.

La tecnologia può essere anche un rischio?
Il rischio è di staccarsi troppo dalla vita reale e farsi prendere la mano da dinamiche, sia relazionali sia commerciali, legate alla diffusione di internet. Invece bisogna rimanere con i piedi ben ancorati per terra.

Scopri il ritratto di Simonetta Flores