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Audi innovative thinking

Audi

Storie

Innovare dall'antichità

Edda De Carli unisce nel suo lavoro storia e scienza, studio dei testi sacri e osservazione della natura. In questa intervista ci dà un assaggio del suo metodo di lavoro, facendoci viaggiare per il mondo e nel tempo.

29 Ottobre 2015

Gli innovatori sono uniti da un linguaggio comune e dalla capacità di vedere oltre alle cose

In lingua Swahili “shani” significa “stupore” e, per Edda de Carli, creatrice dell’omonimo marchio dedicato al benessere della pelle, sono proprio la capacità di lasciarsi stupire e di osservare le cose con occhi nuovi il fil rouge che lega ricerca e prodotti nel business che dirige.


La scorsa estate è stata ospite di Audi in Costa Smeralda. Cosa ricorda di quei giorni?

È stata un’esperienza unica e bellissima. Audi ha organizzato, in un’atmosfera magica, una presentazione della nuova R8 e un percorso offroad dedicato alla nuova Q7. Sono stati tre giorni di grande serenità per i quali ringrazio Fabrizio Longo, Direttore Audi Italia, Massimo Faraò, Direttore Marketing Audi Italia e tutto lo staff, estremamente attento a qualsiasi esigenza degli ospiti. Sono tornata a casa piena di idee nuove, ispirata dal profumo della Sardegna e dal colore del mare.
Da un anno sono fra gli Innovators di Audi e questo ci dà la possibilità non solo di promuovere le nostre idee, ma anche di creare delle sinergie fra professionisti, riconoscendoci nel modo di pensare fuori dagli schemi. Quante volte, portando avanti le mie ricerche, mi sembra che gli altri pensino: “Questa è matta!”. Invece lì eravamo tutti entusiasti e carichi di energia. Pur con obiettivi lavorativi diversi, gli innovatori sono uniti da un linguaggio comune e dalla capacità di vedere oltre alle cose, di immaginare un’idea già realizzata; è lo stesso atto di fiducia degli investitori che credono nelle nostre idee. Le nostre ricerche spesso non hanno grande risonanza, perché molte volte ci mancano i mezzi, ma Audi ha avuto la sensibilità e il coraggio di dare risalto a questo tipo di progetti. E non è da tutti.


Per le sue ricerche all’avanguardia spesso studia testi sacri e antichi. Come mai?

Ogni religione ha una sua identità, eppure tutte perseguono il bene comune, l’armonia dell’uomo con la natura che lo circonda. Da qui partono i miei studi.
Le faccio un esempio. Quando si parla dell’Epifania si racconta che i Re Magi portarono in dono l’oro, l’incenso e la mirra. Il mio pensiero è stato: com’è possibile che l’incenso e la mirra valessero quanto l’oro? Cosa avevano di così prezioso? Così mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa a cercare. Sono andata al Museo di Torino dove ho reperito dei geroglifici, poi al Cairo, per poi arrivare ad un raro papiro custodito alla Cattolica di Milano. Mi sono quindi resa conto che l’incenso è sempre stato molto ricercato: già ai tempi dell’Antico Egitto lo importavano da un misterioso paese dell’Arabia. Poi ho scoperto, grazie al sultano dell’Oman, che deriva da piante che crescono solo in una delle loro valli. Tutte le religioni sono accomunate dall’incenso. Nella religione cattolica i momenti più sacri della cerimonia religiosa sono accompagnati da un rituale particolare ripetuto sempre nello stesso modo. Insomma, sono andata avanti a ricercare per sei - sette anni le proprietà dell’incenso, con non poche sorprese, ed ora sono quasi pronta ad inserirlo nella mia linea di cosmetici SHANI.

L’innovazione è quindi anche un ritorno alle origini.

Esattamente. Io inizio a studiare una pianta o un minerale e le sue proprietà. Poi cerco e ricerco il modo per estrarre il principio attivo. Ci vuole molto tempo e mille tentativi per trovare la giusta tecnica di estrapolazione. È questa la vera innovazione, perché, in realtà, le piante erano già utilizzate fin da tempi molto antichi. Le faccio un altro esempio. Quando ero sull’isola di Santa Maria ho parlato con una signora anziana che non dimostrava assolutamente la sua età. Le ho chiesto cosa mangiasse e bevesse e lei mi ha mostrato l’acqua del suo pozzo che, avendo una base granitica, era estremamente ricca di sali minerali. L’acqua è una risorsa preziosissima per il nostro corpo e per la nostra pelle. Ne ho fatto arrivare dei campioni di tutto il mondo per studiarli, e sostengo sempre che bisogna proteggerla, perché altrimenti tra vent’anni ci dovremo preoccupare seriamente.
È un mondo molto affascinante, ma bisogna avere grande rispetto delle risorse naturali.


Il rispetto è il filo conduttore del suo lavoro.

Come ormai tutti stanno attenti a mangiare sano, così io devo rispettare la natura biochimica e chimica della nostra pelle e, con prodotti e trattamenti non invasivi, avremo dei risultati sorprendenti. In fondo la pelle è l’organo più esteso del nostro corpo!

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