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Audi innovative thinking

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Storie

Network in rosa

Dal Locus festival in Puglia, Eliana Salvi, racconta come è nata l'idea del network Pinktrotters. Un modo per le viaggiatrici di scoprire i segreti dei luoghi che visitano, per non stare sole e trovare dei punti di riferimento quando si è lontano da casa.

19 Ottobre 2015

Con Pinktrotters ogni donna ha un gruppo su cui fare affidamento, ovunque si trovi.

Quando Eliana Salvi viveva a Copenaghen si è resa conto di quanto le donne conosciute lì e durante i suoi viaggi fossero state preziosi punti di riferimento. Così ha ideato Pinktrotters, un network per viaggiatrici che vogliono vivere in modo speciale i luoghi in cui si trovano. Eliana, ospite di Audi a Locorotondo, ci spiega perché il rosa non è un colore tenero come sembra.



Cosa ricorda dei giorni trascorsi con Audi in Puglia?

È stata un'esperienza favolosa perché abbiamo avuto l'occasione di vivere due giorni al massimo nella Valle d'Itria, zona esteticamente e culturalmente splendida. Siamo state trattate come principesse e ho avuto l'occasione di conoscere una città, Locorotondo, e un festival che non conoscevo. Abbiamo alloggiato a Borgo Egnazia che è uno dei posti più belli che ci siano e con cui fra l'altro è nata una partnership: organizzeremo presto degli eventi insieme, in collaborazione anche con Audi.


Pinktrotters è un network al femminile creato da donne. Perché c'è bisogno che le donne facciano rete?

Più che un bisogno, è un'opportunità. Spesso le donne si ritrovano a viaggiare sole, sia per lavoro che per la propria situazione personale. Con Pinktrotters hanno l'occasione di trovare delle amiche, delle alleate con cui trascorrere del tempo insieme e condividere delle esperienze, divertendosi. Con Pinktrotters ogni donna ha un gruppo su cui fare affidamento ovunque si trovi.


Cosa significa per lei vivere pienamente un viaggio?

Un viaggio vissuto appieno non significa solo scoprire un posto nuovo, ma anche conoscere persone del luogo. Per questo abbiamo creato la figura dell'ambassador locale, un vero e proprio punto di riferimento per chi arriva in città. Si tratta di donne che lavorano nei settori fashion, food, wellness e arts. Possono essere insegnanti di yoga, make up artist, allenatrici o coach motivazionali. Grazie a loro le viaggiatrici vivono delle esperienze speciali e grazie a Pinktrotters le ambassador fanno conoscere la loro figura professionale, hanno visibilità e guadagnano creandosi nuove occasioni di lavoro con gli eventi. Anche se è nato online, Pinktrotters dà vita a una vera e propria community offline.

Quali realtà locali ha scoperto grazie a Pinktrotters?

Sicuramente la Puglia, ma non è necessario un vero e proprio viaggio per scoprire qualcosa di nuovo. Bastano cene e aperitivi in luoghi inconsueti.


Venendo a contatto con tante donne differenti per nazionalità, età e stile di vita, si è accorta di un sentire comune?

Sì. Sicuramente emerge che le donne sono sempre più single e che è difficile trovare uomini davvero "committed". È un argomento che ci fa ridere e che ci fa sentire vicine. Non tutte le pinktrotters sono single, ma di sicuro se ne parla e a volte chi viaggia con noi trova l'amore. Durante i nostri eventi, quattro ragazze si sono fidanzate!


Aveva già guidato Audi prima d'ora?

Sì, per me Audi è un brand iconico. Mi piace guidarla, anche se è una macchina maschile, anzi, forse proprio per questo. Di solito l'immaginario femminile è sempre legato a forme tonde e colori tenui. Audi invece è adatta a una donna in carriera e grintosa. Pink significa rosa e quindi donna, non frivolo. Indica donne che possono guidare le stesse macchine degli uomini.
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