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Audi innovative thinking

Audi

Storie

L'innovazione viene dal design

Da Madonna di Campiglio, ospite di una Audi delight experience, la designer Martina Grasselli ci spiega da dove venga l'ispirazione per la creazione di scarpe e gioielli

01 Ottobre 2015

Il nostro punto di forza sono la tradizione e il folclore italiano

Dopo essersi diplomata alla NABA di Milano e aver studiato alla prestigiosa scuola "Duperré" di Parigi, Martina Grasselli è entrata ufficialmente nel mondo della moda, dapprima lavorando per grandi brand, poi dando vita al proprio marchio: nel 2009 debutta "Coliac", la sua linea di scarpe e gioielli che nascono dalla mescolanza elegante e audace di materiali diversi. Martina ci racconta come la creatività si nutra di stimoli sempre diversi.


È stata ospite di Audi a Madonna di Campiglio per la Delight Experience. Cosa le è rimasto di questa esperienza?

Sono stati tre giorni bellissimi. Innanzitutto perché a Milano c'erano 38° e lì 15°; poi perché l'organizzazione Audi è stata fantastica e le location erano stupende.
Ogni giorno abbiamo fatto qualcosa di diverso, dall'esperienza sui campi da golf a una bella camminata nei boschi dove siamo stati accompagnati da un guida. I rifugi dove siamo stati ospitati erano meravigliosi e abbiamo anche mangiato molto bene. Alla fine il team era una vera e propria famiglia!


In quei giorni ha guidato le auto Audi? Le aveva mai provate?

Era la prima volta che guidavo Audi e un'auto con il cambio automatico e mi sono trovata benissimo. Ho avuto la possibilità di provare le macchine sui sentieri che portavano ai rifugi; non erano strade facili, ma strette e ripide, eppure la guida scorreva perfetta. Anzi mi sono stupita, perché persino quando dovevo fermarmi in salita e poi ripartire, il dispositivo dell'Audi rimaneva saldamente ferma senza retrocedere e con il rischio di causare danni.


Facendo un parallelismo tra Audi e il suo lavoro, il design è un tratto comune, che porta a innovare. Da cosa nascono le sue collezioni?

Le mie collezioni nascono da una folgorazione. Sono una grande collezionista e le ispirazioni arrivano da mercatini, letture, mostre e riviste. Il mondo dell'arte è molto importante per il mio immaginario.
Poi, cosa non facile, devo adattare le idee alle leggi del mercato, cercando di creare scarpe portabili e adatte a tutti i gusti.


Come riesce a innovare?

È un passaggio naturale che mi viene spontaneo. Vado alle fiere, mi confronto con i miei collaboratori addetti al commerciale e poi scrivo le mie idee, da cui nasce una scarpa customizzata. Così ogni stagione mi viene naturale creare qualcosa di nuovo.

Ha qualche musa ispiratrice?

Nessuna in particolare, ma ho in mente alcune donne che vorrei indossassero le mie scarpe. La femminilità androgina di Tilda Swinton sarebbe perfetta, ad esempio. Le donne a cui penso quando creo sono donne di una certa età, che lavorano, dalla forte personalità e dai gusti decisi.


Guardando il suo percorso professionale, un filo conduttore è sicuramente il viaggio.

Viaggiare mi piace molto, penso sia un investimento per il futuro e mai soldi buttati. Vivo tra due città e non riesco mai a disfare le valigie. Sono un'anima nomade!


Cosa possiamo imparare dagli altri Paesi e cosa gli altri Paesi possono imparare da noi.

Noi possiamo imparare un certo tipo di modernità nel modo di pensare e nel modo di vivere. Troppo spesso siamo legati a tradizioni obsolete e siamo intimoriti da ciò che è diverso da noi. All'estero invece c'è una multiculturalità più diffusa a cui dovremmo aprirci anche noi. Al tempo stesso il nostro punto di forza sono la tradizione e il folclore italiano che mi piacciono tantissimo. Noi siamo creativi e abbiamo una cultura forte e che ci contraddistingue.

Scopri il ritratto di Martina Grasselli