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Storie

Piccole, grandi innovazioni

Carlo Petito, giovanissimo imprenditore ci fornisce una panoramica sul digital advertising e su cosa significhi essere dei giovani imprenditori in Italia

25 Giugno 2015

"Non siamo mai grandi abbastanza per smettere di sognare in fondo""

Essere giovani è necessario per essere innovativi? A volte sì, a volte no, ma sicuramente aiuta. Carlo Petito ha fondato AdvPlace nel 2011, alla veneranda età di sedici anni; nel 2015 è uno dei più giovani soci IAB. AdvPlace fattura circa 1 milione di euro l'anno. Tutto questo prima di poter anche solo votare per il Senato. Non potevamo che intervistarlo.


Che cos’è l’innovazione per Lei?
L’innovazione è la capacità creativa di analizzare il presente, studiare il passato e pensare a ciò che può rendere la vita migliore nel futuro. L'innovazione è una sfida quotidiana contro se stessi. È prima ricerca e formazione interiore, poi sviluppo di idee, infine rappresentazione esterna. L'innovazione parte dalla curiosità, dallo spirito di osservazione, dall'ascolto e dai sogni. Tutto ciò appartiene a chiunque abbia tenacia e voglia di cambiare il mondo.


Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
Ogni settore ha un suo simbolo di innovazione in ogni epoca. Dalla fisica con la teoria del tutto, all’economia con la sharing economy, al mondo di Internet. Penso quindi che l’innovazione simbolo di questa epoca sia il cambiamento della società, con i suoi aspetti positivi e negativi.


Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
L’innovazione si costruisce quando ci sono nuovi bisogni. Per innovare, quindi, bisogna prima conoscere il settore di riferimento e i suoi rapporti con l’esterno e dopo iniziare a credere nel cambiamento.


In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Siamo in un’epoca di cambiamenti, dove la tecnologia ha cambiato il modo di vivere delle persone non ancora però nel modo più giusto possibile. Come in ogni cambiamento, c’è bisogno del tempo per raggiungere equilibrio nel mercato.


Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Sono sempre un’opportunità.
Le nuove tecnologie possono essere un ostacolo non per le tecnologie in sé, ma per come vengono utilizzate dalle persone. Quindi fin quando noi non cambieremo, non possiamo chiedere alle tecnologie di farlo al posto nostro.


Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
La prossima rivoluzione è già in atto, aspettiamo solo che venga storicizzata.

Come concilia tradizione e innovazione?
L’innovazione non può nascere senza le tradizioni. Se non si conoscessero gli usi, i costumi e gli aspetti della società non ci sarebbero le basi per proporre cambiamenti.


Il Made in Italy è ancora un valore?
È sicuramente un valore. Ogni servizio, prodotto e attività è il frutto di un insieme di sacrifici, lavoro ed energie. Da cosmopolita non mi sento di valorizzare il prodotto Made in Italy più di quello creato in altri paesi, ma assolutamente non possiamo permettere nemmeno di valorizzarlo meno.


In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
In Italia, come in ogni altro paese, sono più importanti le idee, il sacrificio e la passione. Gli investimenti facilitano sicuramente il successo, richiedendo meno sacrificio nel percorso.


Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?
Il percorso di formazione che mi sento di raccomandare è quello personale. Ho sempre amato viaggiare, e se si hanno le possibilità consiglio di perdersi il meno possibile di ciò che si ha intorno. Ogni paese ci può offrire una formazione ed esperienza diversa.


Quali sono le sue fonti d’ispirazione in Italia?
Ogni individuo o gruppo di persone che hanno o hanno avuto la determinazione di credere in qualcosa, di spingersi verso la scoperta di cose nuove, di esplorare materie, settori, terre inesplorate, di cambiare il mondo per una vita e una società migliore rappresentano le mie fonti d’ispirazione.


A quali traguardi deve puntare il Paese?
Il Paese deve puntare a trasmettere prima di tutto dei valori sani come l’umanità, l’educazione, il rispetto verso tutti e tutto. Il traguardo dovrebbe essere più libertà e meno impedimenti.


Quali progressi sono imminenti in Italia?
Dalla mia poca esperienza e maturità, penso che sin quando non si favorirà il libero mercato a discapito di ogni monopolio forzato per raggiungere una libertà eticamente più giusta, ogni progresso sarà solo la maschera di un vero progresso.


Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Da bambino volevo fare l’astrofisico, ho sempre sognato di studiare il mondo celeste e di capire i suoi meccanismi. Tuttora diciamo che resta ancora uno dei miei obiettivi, non siamo mai grandi abbastanza per smettere di sognare in fondo.


Qual è il rischio più grande che ha corso?
Una delle cose che più mi piace della mia personalità è il non riuscire a capire cosa sia realmente il rischio. Questa è sicuramente un’arma a doppio taglio, però mi piace davvero tanto continuare a non capirlo.


Qual è stata la sua migliore intuizione?
La migliore intuizione penso sia quella di aver capito che c’è tempo di averne altre migliori alimentando la mia curiosità nello scoprire cose nuove e cercando ogni giorno sfide diverse.


Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Quando ho conosciuto delle persone fantastiche con cui ho trovato un intesa e un entusiasmo unico. Quando si è da soli in un progetto si può pianificare in maniera limitata, quando si è in gruppo si inizia a condividere e capire alcuni valori importanti che non vanno trascurati.


L'Italia è un paese per vecchi, ma non è un paese per diventare vecchi. Insomma, come si diventa uno dei più giovani imprenditori e innovatori italiani?
L’Italia è un paese con dei pro e dei contro come ogni cultura, società e posto. Le migliori condizioni nascono però nell’individuo prima di riflettersi nella società, che non è altro che l’insieme degli individui. Per questo mi piace pensare che al di la delle prospettive economiche di un paese si possa creare innovazione in qualunque parte del mondo e che l’elemento chiave sia la possibilità di accedere alla conoscenza e formazione, elemento che per natura non dovrebbe mancare a nessuno.


Il digital advertising è un settore che si evolve a una velocità impressionante, man mano che il pubblico dei potenziali clienti cresce e si sviluppa. Quali sono le sfide quotidiane di un'agenzia che voglia essere un passo avanti?
Il settore del digital advertising è in evoluzione ogni singolo giorno. Di lunedì ci può essere chiesto di raggiungere un obiettivo, di martedì dobbiamo essere pronti a cambiare business plan. Quindi prima di tutto bisogna prepararsi a rispondere alla dinamicità del mercato in ogni sfumatura, non concentrandosi su paradigmi ma creandoli per ogni esigenza.


Lei ha iniziato da giovanissimo: ha mai avuto problemi a farsi prendere sul serio dai clienti?
L’età è qualcosa di estremamente dinamico su cui non conviene crearsi dei pregiudizi né per discriminazioni né per meriti. Noi siamo favoriti dall’essere circondati di persone giovani nel mondo digital, la cosa essenziale però è sempre l’obiettivo e il risultato nelle azioni.


Quali consigli darebbe a un coetaneo o coetanea di talento?
Di abbracciare la propria formazione personale a 360 gradi e di non limitarsi ad approfondire e migliorare soltanto quello che si fa. Molto spesso, inaspettatamente, è dalle cose meno collegate a noi che si scoprono i dettagli più importanti.


L'impressione in questo periodo è che Napoli stia avendo un'esplosione di creatività giovane: dai video di The Jackal alla crescita di una realtà come Fanpage.it, c'è fermento in città. Lei come vede Napoli in questo momento?
Napoli è da sempre piena di creatività. Il problema di Napoli è che molte persone si sentono vittime di pregiudizi e preferiscono non sentirsi parte di questa terra. Ma nel passato, nel presente e anche nel futuro conteremo sempre più gente che riceverà da questo paese tanta esperienza che si scoprirà di aver acquisito soltanto nel momento in cui ci servirà realmente.

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