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Genny: la mobilità senza barriere

Paolo Badano ci presenta Genny, l'innovazione che ha permesso a lui e a molti altri di muoversi liberamente con la carrozzina senza l'ausilio delle mani

11 Giugno 2015

L'innovazione è lo strumento principale utilizzato dall'essere umano per evolversi nel tempo

La necessità è la madre dell'invenzione, dice il proverbio: Paolo Badano era stanco di spingere le ruote della carrozzina con cui si spostava ogni giorno. Voleva avere le mani libere: così è nato Genny, un sistema di trasporto che permette di muoversi semplicemente spostando il peso del corpo. Gli abbiamo chiesto di parlarci di innovazione e di come questa possa aiutare a venire incontro alle diverse abilità.

Che cos’è l’innovazione per Lei?
L'innovazione è lo strumento principale utilizzato dall'essere umano per evolversi nel tempo.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?
Senza dubbio Internet.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?
Un prodotto, per essere innovativo, necessita di tre “ingredienti” fondamentali: tecnologia, design e semplicità.
In Genny, la tecnologia si trova nella sua base autobilanciante. Grazie ad essa liberiamo la parte superiore del corpo dalla spinta e riacquistiamo autonomia.
Il suo design è pensato per integrare. Spesso incontro ragazzi per strada che mi chiedono di provarla e che quasi quasi la vorrebbero acquistare. La domanda sorge spontanea... chi mai potrebbe desiderare una sedia a rotelle in questo modo?
Per quanto riguarda la semplicità, be', il suo apprendimento d'uso è naturale e intuitivo. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?
Le nuove tecnologie, Internet in primis, hanno aumentato a livello esponenziale l'opportunità di condividere idee, aprendo a infiniti nuovi modi per fare business.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?
Da opportunità possono diventare ostacolo nel momento in cui la velocità diventa un fattore condizionante. E' vitale ottenere finanziamenti nel minor tempo possibile, in caso contrario si rischia di essere sorpassati.

Si chiama Genny, e ha l'obiettivo di cambiare il mondo mandando in pensione la classica sedia manuale

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?
Beh, per quanto riguarda il mio settore, penso di esserci seduto sopra. Si chiama Genny, e ha l'obiettivo di cambiare il mondo mandando in pensione la classica sedia manuale.

Come concilia tradizione e innovazione?
Da italiano, la tradizione penso si possa riconoscere nel termine “fatto bene”. Il mio obiettivo èinnovare nel miglior modo possibile, puntando soprattutto sulla qualità e sul design. Credo con Genny di esserci riuscito.
Il Made in Italy è ancora
un valore?

Assolutamente, perchè sinonimo di qualità e design, ma è sempre più difficile farlo competere sul mercato globale.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?
Mi piacerebbe poter dire le idee, ma purtroppo credo contino di più le amicizie, perchè nella maggior parte dei casi è grazie a esse che si trovano gli investimenti. Sono convinto che oggi in Italia non si creda assolutamente nelle idee.

Come si apre la strada dell’innovazione in Italia?
Nello stesso modo in cui si apre in Europa, dipende quasi sempre dalla forza personale dell'individuo. Nel resto del mondo gli aiuti si trovano più facilmente, qui conta molto di più la capacità e l'ostinazione dell'individuo.

Che stimoli le ha offerto il Paese?
Se stiamo parlando di stimoli istituzionali, direi nessuno. Si creano imprese e posti di lavoro nella totale indifferenza.

A quali traguardi deve puntare il Paese?
Credo che un paese che non mette gli imprenditori in condizione di crescere e lavorare sia un paese senza futuro. Dare fiducia agli imprenditori e nel loro lavoro è fondamentale.

Da bambino, cosa voleva fare «da grande»?
Volevo fare quello che faceva mio padre, il muratore.

Qual è stata la sua migliore intuizione?
Forse quella di rendermi conto che quello che necessitavo per migliorare la mia vita da disabile era lo stesso che volevano molti altri.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?
Per un imprenditore credo sia difficile capire quand'è la svolta. Se guardo indietro mi accorgo di aver fatto davvero tanta strada, partendo dal mio garage, ma all'orizzonte vedo ancora moltissimo lavoro.

L'Italia è un paese che, per architettura ma anche per mancanza di una sensibilità specifica, fatica a venire incontro alle diverse abilità. Quali interventi riterrebbe prioritari per risolvere questa criticità?
Per questo e tutti gli altri problemi, credo che la soluzione risieda nelle generazioni future. Investire sulla cultura e sensibilizzazione è importantissimo, ecco perchè ho ideato i fumetti Angor e Lella la Rotella, per entrare nelle scuole e dare loro nuovi stimoli.

È difficile trovare i finanziamenti per produrre un oggetto come Genny?
Non difficile, è praticamente impossibile. E' molto complesso far capire a persone e investitori un business senza precedenti, e quindi è difficile attuarne statistiche e previsioni, ma sono convinto che cambierà il mondo.

Qual è stata, finora, la risposta degli utenti? Che riscontri avete avuto, e in che modo vi hanno aiutati a migliorare il prodotto?
Le molte risposte positive sono la vera forza che ho per andare avanti. L'emulazione e la condivisione sono la marcia in più del pensiero Genny. Per la prima volta, la disabilità si riconosce in un prodotto.

Che progetti avete in serbo per GennyMobility?
Rivoluzionare con la tecnologia un mondo fermo da 200 anni.

Scopri il ritratto di Paolo Badano