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Storie

Evbility e la mobilità sostenibile

Il futuro richiederà una mobilità sempre più sostenibile in termini di inquinamento. Nadia Magni ci racconta come EvBility stia cercando di avvicinare i comuni italiani a questo argomento fondamentale per il rispetto dell'ambiente

08 Giugno 2015

L’innovazione è trasformare un fallimento in un successo.

Muoversi con comodità e senza inquinare: una scelta che sembrerebbe senza controindicazioni, e che invece fatica ad affermarsi. Abbiamo parlato con Nadia Magni di Evbility, azienda che aiuta i Comuni italiani a fornire soluzioni di mobilità sostenibile, per scoprire quali sono i nuovi scenari e le nuove sfide su questo fronte.

Che cos’è l’innovazione per Lei?

L’innovazione è trasformare un fallimento in un successo.
I mezzi di trasporto con motore a combustione termica contribuiscono alla crescita del tasso di inquinamento. Evbility crede che le vetture elettriche, di ogni genere, siano la soluzione: per questo si prefigge come obiettivo quello di diffondere all’interno del territorio italiano stazioni di ricarica pubbliche, senza costi per i cittadini, installate grazie alla collaborazione tra Comuni ed aziende.

Qual è l’innovazione simbolo di questa epoca?

La corrente elettrica, che ha permesso di migliorare la qualità della vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Quali sono le fondamenta su cui si costruisce l’innovazione?

La ricerca, utilizzata come strumento per raggiungere l’obiettivo comune di rendere il mondo un posto migliore.

In che modo le nuove tecnologie hanno cambiato il mercato?

Le nuove tecnologie hanno, stanno e saranno un elemento distruttivo per ogni settore e area di mercato, cambiando la logica di domanda e offerta, facendo venire meno i rapporti di forza tra piccoli e grandi attori.

Le nuove tecnologie sono sempre un’opportunità o possono essere un ostacolo?

Le nuove tecnologie possono essere un ostacolo se vengono utilizzate per raggiungere un obiettivo diverso dalla felicità di tutti.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo Lei?

La prossima rivoluzione è già in atto, ed è quella green: l’ecosostenibilità è e sarà il tema di questo e del prossimo secolo. Tutte le economie, ma soprattutto quelle emergenti, necessitano di modalità di crescita che non prevedano lo sfruttamento del territorio, dell’ambiente e del prossimo.

Come concilia tradizione e innovazione?

L’innovazione consente di migliorare le tradizioni, aggiungendo i valori di sostenibilità ambientale: addobbiamo le nostre città per le feste utilizzando corrente provenienti da fonti rinnovabili, ci ritroviamo per il pranzo della domenica senza usare mezzi inquinanti.

Il Made in Italy è ancora un valore?

Il Made in Italy è un processo di qualità che aggiunge valore a ogni attività grazie alla nostra storia, cultura e modalità di fare impresa. Nel momento in cui perde questa capacità, allora non è più un valore.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?

Sono importanti le idee in grado di attrarre investimenti, perché altrimenti rimangono inespresse.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?

In Italia e all’estero, per poi ritornare in Italia. È importante crescere personalmente e collettivamente. Senza prendere visione ed immergersi in altre culture, ciò sarebbe impossibile.

Come si apre la strada dell’innovazione in Italia?

Rimuovendo ogni onere a carico delle imprese imposto dallo Stato, in particolare per i soggetti che operano nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, sia industriale che culturale.

Che stimoli le ha offerto il Paese?

Un Paese ad alto interesse nelle attività di welfare e le cui finanze pubbliche intervengono nell’economia in modo sostanziale sembra essere il terreno ideale per una attività mista pubblico/privato.
A livello di amministrazioni locali abbiamo riscontrato un alto interesse per la nostra iniziativa, ma salendo nell’apparato burocratico-statale non sempre abbiamo ritrovato il medesimo interesse.

L’innovazione consente di migliorare le tradizioni, aggiungendo i valori di sostenibilità ambientale

Da bambina, cosa voleva fare «da grande»?

Ho sempre desiderato viaggiare e scoprire nuove possibilità. In un certo senso, questo è un viaggio affascinante.

Qual è il rischio più grande che ha corso?

Proporre un servizio che ai più sembrava il futuro e non qualcosa di realizzabile nel presente.

Qual è stata la sua migliore intuizione?

Credere vincente la collaborazione tra pubblico e privato, grazie alla quale diventa possibile fornire ai cittadini e alle amministrazioni comunali beni e servizi a costo zero grazie all’intervento delle aziende private che sponsorizzano quanto messo a disposizione.

Quando ha capito che quella era “la svolta” per il suo progetto?

Nel momento in cui abbiamo riscontrato l’effettivo interesse di sindaci e assessori, che ogni giorno stanno sul territorio ad ascoltare i cittadini.

Come nasce il suo interesse per la mobilità sostenibile e l'auto elettrica?

Dai dati e dal contesto: la maggior parte delle persone utilizza l’auto per brevi tragitti, perché deve inquinare così tanto per farlo? Le nostre città sono preziosi gioielli culturali, spesso fortunatamente dotate di ZTL; perché inquinare l’aria e aumentare i disturbi acustici con veicoli che disturbano i turisti?

Quali sono le parole chiave della mobilità sostenibile degli anni a venire?

Ricerca, risparmio, responsabilità.

La mobilità sostenibile è ormai una scelta politica, come il passaggio alle energie rinnovabili. Quali pensa che siano i principali ostacoli alla sua adozione?

Le lobby delle energie e le filosofie di vita improntate all’eccessivo consumo.

Per quanto riguarda il pubblico: quali sono gli ostacoli all'adozione di veicoli meno inquinanti e meno costosi da mantenere?

La volontà politica di attuarle.

Qual è stata la difficoltà più grossa con cui vi siete scontrati nel vostro percorso?

La mancanza di finanziamenti.

Quali sono i prossimi passi per Evbility?

L’installazione di nuove stazioni di ricarica in Lombardia e Piemonte

Scopri il ritratto di Nadia Magni