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Audi innovative thinking

Audi

Riccardo Donadon

Founder H-Farm

My Innovative Thinking

«Ho passato anni a chiedermi cosa fosse, poi ho capito che innovazione è semplicemente il progresso che migliora la qualità della vita».

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L'innovazione è una cosa semplice

L’innovazione secondo Riccardo Donadon è una cosa semplice: «Ho passato anni a chiedermi cosa fosse, poi ho capito che innovazione è semplicemente il progresso che migliora la qualità della vita». Riccardo Donadon, fondatore nel 1998 della web agency E Tree e nel 2005 di H-Farm, è stato uno dei primi in Italia a capire che internet avrebbe rivoluzionato tutti i modelli di business, avvicinando il futuro che abbiamo a lungo immaginato: «Senza le intuizioni geniali di Steve Jobs, veri e propri regali come l’interfaccia touch, oggi non avremmo percepito di essere nel futuro. Adesso c’è un’accelerazione che fa davvero impressione». Come Oculus Rift, il visore portatile per la realtà virtuale acquistato da Facebook nel marzo del 2014: «L’ho provato, è incredibile», dice Riccardo Donadon, «soprattutto se si considera il fatto che è ancora la prima versione un po’ pixellata. Non posso immaginare cosa diventerà con uno schermo hd, è uno strumento che apre scenari incredibili, crea un’esperienza da fantascienza, è puro Total Recall. Quelli di Facebook hanno speso tanto per aggiudicarselo, ma secondo me hanno visto giusto». La società che lo ha creato, Oculus VR, è partita con una prima base di finanziamento raccolta attraverso Kickstarter. Il fenomeno del crowdfunding è secondo Donadon la vera chiave di volta verso il futuro: «Crea numeri spaventosi, permette alla gente di essere partecipe e protagonista del cambiamento e rende più facile immaginare cose impossibili. Nella nostra ultima creazione, la piattaforma digitale Zooppa.com, io ho 240mila creativi che fanno pubblicità. Posso mettere 24 creativi su ogni singolo brand con cui collaboro. Quale agenzia può fare una cosa del genere?».
La vera innovazione è basata in fondo su un concetto semplice e antico: mettersi insieme e condividere. «La tecnologia ci ha dato la possibilità di sviluppare piattaforme che usate da tante persone diverse rendono possibili anche i sogni». Dal gennaio 2005 Donadon porta avanti quest’idea con H-Farm, polo tecnologico di servizi legati a internet costruito non a caso in un casale della campagna di Ca’ Tron di fronte alla laguna di Venezia.
Perché le antiche forme di condivisione delle risorse umane che hanno creato la prima economia, quella agricola, sono ancora il punto di riferimento per costruire il futuro. Donadon lo ha capito dopo aver mollato tutto per un anno (nel 2003 ha venduto E Tree) ed essersi dedicato solo alla cura del suo giardino. Gli under 35 selezionati da Wired e Audi per l’Innovation Award possono arrivarci seguendo qualcuno dei suoi consigli:
1. Sognare sempre «Se sognate voi, sogneranno anche tutti quelli che avranno a che fare con la vostra iniziativa. La dimensione sogno è fondamentale per il successo».
2. Tenere i piedi per terra «Esattamente il contrario di sognare, ma ci vogliono tutti e due.
Bisogna capire che il sogno si realizza a piccoli passi e che bisogna accettare minimi compromessi. Oggi con le piattaforme potete prendervi dei lussi inimmaginabili fino a qualche tempo fa, c’è persino la possibilità che qualcuno creda in voi e vi segua fino in fondo investendo da subito. Ma se non succede, ricordate che i compromessi fanno parte del gioco».
3. Essere umili e saper lavorare in gruppo «È molto semplice: le cose da soli non si riescono a fare. Condividere e interpretare le idee degli altri aiuta moltissimo. Così come essere umili».
4. Non pensare al profitto «Il profitto arriva sempre quando fai una cosa bella, ma non può e non deve essere la leva iniziale e nemmeno il primo pensiero. Perché altrimenti non può venire fuori una cosa bella».
5. Capire il timing «Azzeccare il momento giusto per uscire con un’idea è la chiave del successo. Prendiamo un esempio clamoroso, la musica in digitale e i lettori di mp3. Rio e gli altri lettori esistevano già dal 1998 ma la svolta è arrivata solo con l’iPod. Perché? È una cosa che devi sentire. Ci può stare di fare un errore, io in nove anni di investimenti ne ho sbagliati alcuni perché mi sono fatto tradire dal timing. Ma quando ho lanciato E Tree nel 1998 ero terrorizzato perché pensavo di essere arrivato in ritardo. Invece era il momento perfetto in Italia».
6. Prendere sempre un punto di riferimento «Non esiste una cosa che fai solo tu. È la base del mondo della tecnologia: le cose ci sono già, quasi tutte, quello che devi fare è farle meglio degli altri. Quindi cercate il vostro punto di riferimento, fateci un ragionamento sopra e poi uscite con il vostro timing».

Wired, giugno 2014
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