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Audi innovative thinking

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Laura Merotto

aerospace engineer

My Innovative Thinking

I contributi di Laura

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L’innovazione è anche nelle cose più semplici

Laura Merotto
ricercatore presso CNR-IENI Milano

Mi sono laureata in ingegneria aerospaziale nel 2005, con una tesi su nanomateriali metallici da utilizzare come additivi altamente energetici per la propulsione spaziale. Dopo la laurea ho scelto di continuare ad occuparmi di ricerca scientifica nell’ambito della propulsione spaziale, in particolare del tipo ibrido. Come contro-relatore della mia tesi di dottorato ho avuto l’onore di avere il Dr. Bryan Palaszewski del NASA Glenn Research Center.
Durante alcuni anni, ho lavorato presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano, sono stata coinvolta in diversi progetti di ricerca internazionali nell’ambito della propulsione aerospaziale, quali programmi PF7 ORPHEE (Operative Research Program on Hybrid Engine in Europe) e SPARTAN (SPAce exploration Research for Throatable Advanced eNgine), e sono intervenuta in diversi congressi internazionali (CEAS, EUCASS, Space Propulsion…). In particolare, mi sono occupata di indagine sperimentale e di simulazione numerica di processi di combustione in endoreattori ibridi (hybrid rocket engines, HRE).
Il mio lavoro ha ricevuto alcuni importanti riconoscimenti, come l’AIAA Best Paper 2011 per l’articolo “Ballistic and Rheological Characterization of Paraffin-based Fuels for Hybrid Rocket Propulsion”, AIAA 2011-5680 e il Premio ITWIIN (Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici) 2012 Miglior Innovatrice, con il progetto “Nello spazio con la cera”. Sono stata inoltre finalista al Premio EUWIIN 2013 (European Women Inventors & Innovators Network).
Dal gennaio 2014 lavoro presso il CNR-IENI (Istituto per l’Energetica e le Interfasi) di Milano, dove mi occupo dello sviluppo di un mesocombustore catalitico per la produzione portatile di energia elettrica

Perché la ricerca scientifica e l’innovazione sono importanti

La ricerca scientifica ha lo scopo di scoprire e interpretare fatti, eventi, comportamenti o teorie usando i metodi scientifici. E’ un eccezionale strumento di progresso umano, spesso però percepito come qualcosa di distante e di sola competenza di geni e cervelloni.
L’innovazione rappresenta un importante strumento di modernizzazione per il sistema economico del Paese, un fattore utile, in modo diretto e indiretto, a salvaguardare e accrescere l'occupazione; ogni incremento della conoscenza scientifica contribuisce allo sviluppo della società e dell’uomo in generale.
L’attività di ricerca e sviluppo (R&S) è il complesso di lavori creativi intrapresi per accrescere l’insieme delle conoscenze e per utilizzare tali conoscenze per nuove applicazioni.
L’investimento nella ricerca ha effetti positivi sia dal punto di vista economico (effetti sulla produzione) che da quello sociale (effetti sul benessere delle persone). Tali effetti però non sono immediati, ma differiti nel tempo; questo è tanto più vero quanto più la ricerca è “di frontiera”.
La ricerca scientifica ha bisogno di molto tempo per trovare soluzioni «rivoluzionarie»: diversi gruppi in tutto il mondo studiano un problema per anni, e poi magari la soluzione viene trovata «per caso», mentre si studiava qualcos’altro.
E’ già successo che la ricerca aerospaziale abbia portato «la fantascienza» a casa di tutti: basti pensare ai telefoni cellulari, a internet, al forno a microonde…
Quindi non si tratta di un lavoro «strano», bensì di un lavoro che ha delle ricadute importanti e ben precise sulla vita di tutti i giorni.
Tuttavia, in Italia mancano fondi per la ricerca: i fondi pubblici sono disperatamente scarsi, e conquistare quelli privati non sempre è facile, a causa del fatto che, come già detto, i benefici della ricerca scientifica spesso non sono immediati. Nonostante tutta la fatica e gli sforzi necessari, da parte mia e non solo, vorrei rimanere a lavorare in Italia, perché credo che sia importante fare qualcosa per valorizzare quello che abbiamo qui, migliorare le cose qui.

Perché l’accesso allo spazio è importante

Per diversi anni mi sono occupata di tecnologie propulsive per l’accesso allo spazio, e in particolare di propulsori ibridi (HRE, Hybrid Rocket Engines).
Sono numerose le ragioni per cui l’accesso allo spazio è importante. Tra queste, si può citare l’accesso a risorse che sulla Terra scarseggiano e l’esplorazione di nuovi luoghi, che potrebbero fornire risposte al sovrappopolamento del nostro pianeta. La ricerca in ambito tecnologico, e in particolare spaziale, può inoltre fornire soluzioni utili anche per la vita sulla Terra, come dimostrato in passato con lo sviluppo di tecnologie di grande diffusione. Un altro problema a cui è essenziale dare una soluzione in tempi brevi è quello del debris spaziale, ovvero dei rifiuti presenti in orbita. Tali rifiuti sono costituiti da oggetti non più funzionanti in orbita attorno alla Terra, e il loro numero è aumentato esponenzialmente negli ultimi vent’anni. Il debris spaziale comporta pericoli come caduta di detriti sulla Terra, collisioni con satelliti funzionanti, accumulazione di oggetti che rischiano di rendere inutilizzabili le orbite. Per affrontare tutti questi problemi, è necessario lo sviluppo di sistemi propulsivi di nuova concezione, che permettano di affrontare missioni finora precluse, oppure che permettano di svolgere missioni a costi economici e ambientali inferiori a quanto finora possibile.

L’innovazione è anche nelle cose più semplici: spesso le innovazioni più importanti non nascono dall’inventare qualcosa di completamente nuovo, ma dal ripensare qualcosa che già esiste.

Il gruppo di ricerca di cui ho fatto parte non ha «inventato» un motore per lo spazio: ha indagato, con un approccio innovativo, le possibilità di miglioramento di una tecnologia già esistente, per renderla adatta a missioni nuove ed entusiasmanti, come l’accesso di massa allo spazio. Si tratta di una missione estremamente ambiziosa: rendere accessibile a tutti lo spazio significa andare oltre il “turismo spaziale” inteso come svago da ricchi, e rendere possibile la costruzione di una società spaziale, in cui diventi normale fare il pendolare tra la casa sulla Luna e il lavoro su Marte.
In sintesi, è questa la mia idea di innovazione: migliorare la vita delle persone, inventando nuovi modi per rendere realtà quello che pochi anni prima sembrava fantascienza.