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Elisabetta Rogai

Painter

EnoArte: dipingere col vino al posto dei colori

Imprigionare l'anarchia di una goccia di vino, darle forma fino a renderla un'opera d'arte. Trovare un punto d'incontro tra vino e arte, senza cadere nel già visto. E' da questa ambizione che nel 2010 ho sviluppato l'EnoArte, la tecnica che consente di dipingere usando il vino al posto dei colori, creando quadri che invecchiano sulla tela. La mia idea d'innovazione è riuscire a superare i limiti tecnici e gli ostacoli in cui è incappato chiunque finora aveva provato a percorrere questa via.

I contributi di Elisabetta

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L'EnoArte

Può un dipinto “invecchiare”? La prima idea del genere era venuta allo scrittore inglese Oscar Wilde, che ne aveva tratto il soggetto per Il ritratto di Dorian Gray. Adesso – mutatis mutandis, naturalmente – il fantastico diventa realtà, grazie a un’intuizione della pittrice fiorentina Elisabetta Rogai, che si è imbattuta in questo fenomeno mentre stava realizzando alcune opere d’arte con il vino, con una tecnica mai usata prima. Diversi artisti si erano cimentati nell'impresa, provando a utilizzare un materiale come il vino rosso per realizzare dei quadri, ma l'esito non era mai arrivato a potersi dire pienamente soddisfacente. Ogni tentativo finora si era scontrato con ostacoli tecnici: la densità del vino, la volatilità dell'alcol, l'evidente limite nella "tavolozza" dei colori a disposizione, l'esigenza di limitare i lavori a tele di piccole dimensioni.

E' stato necessario un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione - l'analisi di un laboratorio scientifico dell’Università di Firenze unita alla versatilià di un'artista non nuova a innovazioni tecniche (basti pensare ai suoi dipinti su tela denim o all’affresco per un fonte battesimale realizzato per una pieve dell’anno 996) - ma oggi i quadri wine-made sono una realtà. Gli eno-capolavori di Elisabetta Rogai sono realizzati su normali tele ma esclusivamente con vini rossi e bianchi, tranne il primo tratto di carboncino per delineare le figure. Nessuna aggiunta di colore o altri componenti sintetici: solo vino al 100%, che – proprio perché naturale – invecchia sulla tela riproducendo esattamente l’evoluzione del vino che ha luogo dentro una bottiglia.

E’ proprio questo aspetto, a rendere uniche al mondo le opere col vino di Elisabetta Rogai: man mano che passa il tempo, il dipinto “invecchia”, evolve sulla tela perché il vino passa dai colori tipicamente giovanili (violacei, melanzana, porpora) a quelli caratteristici dell’invecchiamento (mattone, ambrati, aranciati). Un processo che in cantina richiede diversi anni, sulla tela invece solo pochi mesi. Come detto, è dalle pagine del Ritratto di Dorian Gray che non si sentiva parlare di un quadro che invecchia sulla tela. Con una differenza fondamentale, però: nel romanzo, il ritratto di Dorian Grey imbruttisce col tempo che passa, mentre i quadri della Rogai nascono e restano opere d’arte ma, per la natura dei colori con cui sono realizzati, mutano di tonalità col tempo.

Per evitare che il processo di invecchiamento si protragga sine die la Rogai ha elaborato un sistema di fissaggio che – pur lasciando mutare le tonalità – impedisce ai colori di sbiadire oltre una certa soglia. Al momento Elisabetta Rogai sta ultimando una prima serie di 15 quadri (il procedimento richiede tempi più lunghi rispetto a un normale dipinto, perché occorre lasciar passare più tempo tra una “mano” e l’altra) che sono stati presentati a Montepulciano in seno all’Anteprima del Nobile, per proseguire con tre presenze al Vinitaly di Verona e in eventi in Toscana, Lombardia, Lazio, Veneto e Marche.
All’estero i dipinti sono stati esposti a Los Angeles (16-23 maggio 2012) per la rassegna VivaVinoLA e a Hong Kong (15 novembre 2012 – 6 gennaio 2013). Nel 2013 esposizioni sono state allestite in Italia e Grecia, altre sono in programma in Sudamerica, India e altre location internazionali, a partire da San Pietroburgo. Tanto più che l’artista è stata nominata a novembre come “Artista Internazionale dell’Anno 2014” dalla Friends of Art Foundation.