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Audi innovative thinking

Audi

Paolo Santini

Ceo & Founder

My Innovative Thinking

«Nella mia esperienza, l’innovazione spesso nasce da situazioni sfidanti, da imprevisti, da problemi da risolvere, la cui soluzione viene generata in modo autonomo, senza che nessuno ce la insegni. Altre volte, il processo innovativo nasce da una semplice osservazione che, quasi per magia, improvvisamente, si collega a un fatto, a un pensiero già in essere nella nostra testa.»

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L'innovazione nasce da situazioni sfidanti

«Nella mia esperienza, l’innovazione spesso nasce da situazioni sfidanti, da imprevisti, da problemi da risolvere, la cui soluzione viene generata in modo autonomo, senza che nessuno ce la insegni.
Altre volte, il processo innovativo nasce da una semplice osservazione che, quasi per magia, improvvisamente, si collega a un fatto, a un pensiero già in essere nella nostra testa.
Per arrivare a ciò è necessario l’utilizzo di creatività e di pensiero laterale, osservando il problema da diverse angolazioni, in contrapposizione alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta del problema.

Nel nostro cervello creiamo schemi logici mentali, chiamati patterns: il punto è passare da uno schema all’altro, across pattens, non solo up&down all’interno dello stesso pattern.
Questo è l’intimo significato del concetto di “out of the box” !!!
In questo modo, attraverso associazioni tra concetti apparentemente poco legati tra di loro, si genera l’idea, la soluzione … una specie di mind path che tocca nodi neuronali apparentemente assai distanti tra di loro, accendendoli e mettendoli in relazione tra di loro.
Come dice Edward de Bono, deus ex machina del pensiero laterale “… se il pensiero laterale sceglie il caos, è perchè se ne vuole servire come metodo, e non perchè rifiuta di adottare un metodo qualsiasi”.

Tutto ciò richiede grande curiosità e un approccio assai relativistico, dove non c’è nulla di giusto o di sbagliato by definition, dove ogni modo particolare di considerare le cose è solo uno fra molti altri modi possibili. E’ un approccio dove non esistono problemi irrisolvibili, dove tutto può essere risolto e se ciò non è possibile è perchè il problema è stato mal posto.

Molto semplicemente tutto ciò vuol dire “pensare” e non è poco, visto che 2400 anni fa abbiamo smesso di “pensare a come pensare”. Ai ragazzi insegniamo a memorizzare, a giudicare, a funzionare solo per schemi logico sequenziali, non insegniamo loro a pensare …

Ma allora cos’è innovazione? Per me innovare è l’arte del pensiero umano, quando emisfero destro, olistico, intuitivo e laterale, ed emisfero sinistro, sequenziale ed analitico, magicamente s’incontrano.
Il primo emisfero genera alternative, idee, soluzioni, il secondo le analizza, le seleziona e le esegue.
Quando ciò accade si genera una soluzione, ovvero si crea valore, ottenendo apprezzamento dai beneficiari finali.
Se la soluzione diviene poi di utilizzo di massa, diventa innovazione. Tutte le innovazioni iniziano come soluzioni creative, ma non tutte le soluzioni creative diventano innovazioni!!!».

Per saperne di più www.petpro.it