Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri e di altri siti) al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete. Continuando a navigare o accedendo a un qualunque elemento del sito senza cambiare le impostazioni dei cookie, accetterai implicitamente di ricevere cookie al nostro sito. Le impostazioni dei Cookies possono essere modificate in qualsiasi momento cliccando su "Più informazione sui Cookies”.

Audi innovative thinking

Audi

Marcello Rossetti

Founder SIKALINDI

L'innovazione per me

Guardare dove gli altri non guardano.

I contributi di Marcello

Vedi tutti

Mobilieri "Green" mettono il Fico d'India nel tavolo.

Recuperare gli scarti agricoli per produrre materiali innovativi ed ecosostenibili per moda e design. Un trend in crescita che sembra portar fortuna ad aziende e startup che lo seguono. SIKALINDI è una di queste. Il produttore di mobili di Galatina, cittadina in provincia di Lecce, nel cuore del Salento, ha trasformato e rilanciato la tradizionale azienda di famiglia grazie a un nuovo materiale brevettato. Costato anni di ricerca e sperimentazione, oggi è richiesto in tutto il mondo. Un materiale ottenuto con l’estrazione della fibra dalla pianta di fico d’India ancora verde, attraverso un procedimento meticoloso e in gran parte manuale. Marcello Rossetti, 37 anni, ha rivoluzionato l’azienda del padre grazie alla sua idea innovativa. E a un processo di ricerca interno durato quasi due anni: “Circa dieci anni fa abbiamo iniziato a fare ricerca su materiali poco usati nell’arredamento e provenienti dalla nostra terra, come l’ulivo e le pietra leccese – racconta Marcello - Nostro padre ci ha trasmesso le voglia di andare oltre, la propensione e la volontà di distinguersi. Dal canto nostro, abbiamo dato il contributo “giovane”, orientandoci a un tipo di ricerca più scientifica”.
SIKALINDI- Verafibradificond’india, questo il nome dell’innovativo materiale, è coperta da Brevetto e si ricava con l’estrazione della fibra dalla pianta di Fico d’India ancora verde, nel rispetto dei cicli di vita della stessa, in modo ecologico e senza l’impiego di prodotti inquinanti.
Ma come è nata l’idea?
“Amiamo la nostra terra e il paesaggio mediterraneo e il fico d’india è una delle piante più diffuse del Sud Italia. Poche persone sanno che è infestante e deve essere potata annualmente e con le corrette tecniche perché non invada in modo spontaneo le campagne”.
SIKALINDI firma accordi con agricoltori della zona per la potatura delle piante e lo smaltimento dei resti.
I rami della pianta (chiamati cladodi) vengono lavorati ancora verdi. L’azienda riesce attraverso uno speciale trattamento ad estrarre i vari strati di struttura legnosa presenti all’interno. “Con questo procedimento separiamo l’acqua dal legno e successivamente lo stagioniamo al sole”. Il semilavorato che ne deriva risulta in fogli grandi poco più del palmo di una mano.
Una volta stagionata, la fibra è pronta per essere lavorata utilizzando una tecnica simile a quella tradizionale di “impiallacciatura”, seppur con molte differenze e maggiore complessità: “Ogni singolo foglio di fibra, in questa fase viene osservato, selezionato e posato sul piano di legno multistrato come un tassello in cerca del suo accostamento naturale. In questo modo va formandosi un mosaico di foglie dalle venature imprevedibili che tratteggiano il piano con texture sempre differenti: “Questa fase della lavorazione è quella che più esprime la sensibile capacità di creazione artigianale, la cultura e l’esperienza manuale dell’arte dei mobilieri”.
La lavorazione è quasi interamente manuale fino alle ultima battute: dalla realizzazione del mobile con pannelli di listellato o multistrato, alla copertura, foglio dopo foglio: “Si prende la fibra essiccata e si modella il perimetro spezzandola con le mani in modo che la giunzione tra le fibre sia gradevole. Una specie di mosaico realizzato mantenendo il parallelismo della fibra”, continua Il titolare. In questa fase vengono utilizzate moderne macchine ad alta tecnologia, così da ottenere una perfetta sagomatura dei piani oltre alla calibratura degli stessi.
Effettuato l’assemblaggio dei semilavorati, si torna alla lavorazione artigianale. Manualmente si provvede alla carteggiatura a varie grane. Successivamente la fibra viene trattata con prodotti speciali e resine impregnanti per legno che hanno lo scopo di preservare il materiale, conferirgli la resistenza meccanica e renderlo impermeabile. La lavorazione si conclude con la verniciatura effettuata a mano ed a pennello.
Il primo anno di sperimentazione è stato autonomo. Poi molti architetti e designer hanno cominciato a interessarsi al prodotto. E Rossetti ha realizzato che, grazie a esperti del settore avrebbero potuto perfezionare tecnica e risultati: “Ora collaboriamo con diversi centri di ricerca privati pugliesi e potremmo iniziare a cooperare anche con l’Università di Lecce”.
Il 2013 è stato l’anno della consacrazione di Sikalindi. Dopo aver vinto numerosi premi locali, essere menzionati tra le prime dieci aziende più innovative ed ecosostenibili d’Italia alla fiera Ecomondo di Rimini e aver vinto il premio Coldiretti OscarGreen, l’azienda ha depositato altri due brevetti: “Si tratta della riproduzione bidimensionale e tridimensionale della texture”.
Oggi l’azienda realizza prodotti di design unici progettati da designer italiani e stranieri, ha uno showtroom nel centro storico di Lecce e riceve ordini importanti: “Abbiamo fatto tavoli per yacht americani e attualmente ne stiamo realizzando settanta per un hotel di Dubai”, aggiunge.
Cosa c’è nel futuro di SIKALINDI?
“Ancora ricerca perché non vogliamo mai smettere di innovare. I prossimi step che stiamo intraprendendo con centri di ricerca sui materiali e designer sono volti all’utilizzo del materiale in altre modalità e accezioni. Per esempio su superfici curve o con materiali come il vetro per sfruttarne la trasparenza”.
SIKALINDI è ancora una piccola realtà, classico esempio dell’impresa artigianale italiana, ma ogni anno in crescita costante: “Tutte le settimane ci arrivano richieste da tutto il mondo, di clienti prestigiosi ma anche di designer ed esperti del settore pronti a collaborare con noi”.
Giulia Cimpanelli

Tratto da “Corriere Innovazione” del 9 ottobre 2014.