Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri e di altri siti) al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete. Continuando a navigare o accedendo a un qualunque elemento del sito senza cambiare le impostazioni dei cookie, accetterai implicitamente di ricevere cookie al nostro sito. Le impostazioni dei Cookies possono essere modificate in qualsiasi momento cliccando su "Più informazione sui Cookies”.

Audi innovative thinking

Audi

Sandro Gonnella

Creative Director e Founder Ozona

My Innovative Thinking: "10091976"

Innovazione; è l'avventura dell'uomo, è la mano del neonato che tocca una foglia per la prima volta, è la scoperta della ruota, è quello che tutti ritengono antico, mentre tu l'hai guardato da un altro punto di vista e l'hai già scoperto nuovo. Innovatori sono quelli che tutti chiamano "pazzi", loro indossano occhiali speciali che gli permettono di vedere l'invisibile. Ho scoperto di essere innovatore quando mi sono reso conto che se tutti mi dicevano che era impossibile avevo fatto centro.

I contributi di Sandro

Vedi tutti

Il sarto di Perugia che cuce occhiali hi tech

di Alessandro Rimassa
Sette il Magazine del Corriere della Sera (Numero 47), Italia

Una bottega-salotto dove disegna, realizza rendering, seleziona i materiali. Così nascono collezioni e pezzi unici. Anche su misura

Adesso che hai il diploma da designer, cerca un'azienda che ti assuma e datti da fare». Se Sandro Gonnella nel 2006 avesse seguito il consiglio degli amici - quando la precarietà era sì alle porte, ma parte della generazione mille euro era un incubo e non una speranza - oggi non avrebbe una storia da raccontare. Invece ha trasformato a modo suo quel “datti da fare" e ha scelto la strada del creare un'attività propria, da artigiano. «Sono tornato nella mia Perugia, ho preso uno spazio in centro e ho aperto la bottega: tutti mi dicevano che ero pazzo». È nato così il marchio Ozona (ozonaocchiali.corn), occhiali fatti a mano in maniera sartoriale. Sandro ha scoperto la passione per l'occhialeria mentre studiava, gli assistenti dei laboratori si ricordano ancora oggi di quel ragazzo e della sua dedizione nel disegnare e realizzare occhiali. La scelta di tornare a Perugia è stata dettata dalla passione per la bellezza del nostro Paese e per la sua storia, convinto com'era che l'artigianato non fosse morente, ma anzi avesse davanti un grande futuro. Oggi makers e artigiani digitali occupano le prime pagine dei giornali, le stampanti 3D rappresentano la Terza Rivoluzione industriale e libri come Futuro artigiano di Stefano Micelli e L'uomo artigiano di Richard Sennett indicano la strada per rilanciare il nostro Paese a partire dal made in Italy. Ma a metà degli Anni Zero non era facile comprendere, figuriamoci fare la scelta di Sandro Gonnella. Aprire la propria azienda, acquistare i macchinari, disegnare e produrre: «L'ho fatto perché sentivo che era la mia strada», spiega, sottolineando che, specie in ambito creativo, ha senso mettere davanti a tutto i propri sogni. Certo, i momenti di difficoltà ci sono stati, ma Gonnella non parla mai di sconforto e, anzi, sottolinea che oggi di artigiani a Perugia ce ne sono parecchi e, insieme a tanti in tutta Italia, stanno rilanciando e rendendo contemporaneo un mestiere che a detta di molti sarebbe scomparso. In questi otto anni ha ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui Who is on next a Pitti, la presenza nell'annuario dei talenti italiani Young Blood, l'inserimento tra gli emerging designer di Vogue e l'esposizione alla mostra Craftsmen Designers Makers: Made in Italy with Love a Seoul. «Oggi ho una mia collezione, che vendo principalmente attraverso l’e-commerce dal mio sito e da quelli di alcuni partner in Francia e negli Stati Uniti, ma soprattutto mi dedico agli occhiali su misura, pezzi unici creati appositamente per il cliente». Ne realizza un centinaio all'anno che, sommati a quelli delle collezioni distribuite tramite e-commerce, gli permettono di vivere, e bene, di ciò che fa. Della sua creatività che ogni giorno diventa prodotto e che in otto anni non solo gli ha permesso di sviluppare un buon business, ma anche di essere chiamato a tenere lezioni e conferenze in università, accademie di belle arti e scuole di design. «Il mio laboratorio è un salotto, un luogo dove conversare e creare, realizzo qui gli occhiali». Prima li disegna a matita e fa il rendering al computer, poi sceglie i materiali e inizia la lavorazione: lo chiamano il sarto degli occhiali, di certo si è cucito addosso un lavoro che è successo professionale e realizzazione personale.

di Alessandro Rimassa
Sette il Magazine del Corriere della Sera (Numero 47), Italia