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Audi innovative thinking

Audi

Innovation from world

Una nuova era: carburanti per una mobilità sostenibile

Audi sta promuovendo lo sviluppo di nuovi carburanti senza CO2 grazie ad un’innovativa tecnologia che usa microorganismi per produrre diesel ed etanolo. La prima struttura è attualmente in costruzione in New Mexico: il progetto Joule.

25 Marzo 2015

“Se tutto funziona come abbiamo pianificato, saremo capaci di sostituire enormi quantità di combustibile fossile con combustibili rinnovabili senza competere od ostacolare la produzione di cibo"

Audi sta promuovendo lo sviluppo di nuovi carburanti senza CO2 grazie ad un’innovativa tecnologia che usa microorganismi per produrre diesel ed etanolo. La prima struttura è attualmente in costruzione in New Mexico: il progetto Joule.

Siamo a Hobbs, una cittadina di 30.000 abitanti. Il New Mexico è il quinto stato più grande dell’unione ma è anche uno di quelli con meno densità di popolazione. Il paesaggio è vuoto e deserto, punteggiato solo da enormi strutture di acciaio, pompe di petrolio che aspirano costantemente e ritmicamente l’oro nero dal terreno, inaridendolo poco a poco. “Pump Jack” è il nome che gli abitanti hanno dato a queste costruzioni che hanno caratterizzato il paesaggio circostante per moltissimi anni. Ma qualcosa, adesso, sta cambiando, grazie alla collaborazione tra Audi e la società americana Joule Unlimited, una sinergia che ha lo scopo di riscrivere il futuro dell’automobile per sempre.

Una tecnologia visionaria, così la definisce il capo progetto Reiner Mangold. Gli operai e gli impiegati della Joule Unlimited stanno ancora sistemando tubi, stringendo viti e testando la tecnologia nei laboratori. Ma i veri protagonisti di questa storia sono già presenti e visibili: i cianobatteri, organismi monocellulari che misurano circa un millesimo di millimetro, una delle forme di vita più antiche della terra. Questi batteri hanno bisogno per il loro sostentamento solo di CO?, acqua ed energia solare. Tuttavia, invece di usare la fotosintesi per generare nuove cellule, producono un flusso continuo di altri idrocarburi, come l’etanolo, parte fondamentale dei carburanti diesel. L’etanolo Audi ha le stesse caratteristiche chimiche del bioetanolo già presente sul mercato ma ha il vantaggio, e il beneficio per l’ambiente, di essere prodotto senza biomasse. Può essere usato come additivo al carburante fossile o come base del carburante E10 e E85. Il diesel Audi, invece, è senza solfuri e la sua composizione chimica lo rende adatto a essere combinato con carburante fossile in varie proporzioni.

L’obiettivo è quello di raggiungere una nuova dimensione produttiva, liberando tutto il potenziale dei biocarburanti

Tutto ciò significa che il rendimento di questa tecnologia è almeno dieci volte maggiore del normale bioetanolo; in più, le grandi aree usate per la produzione possono essere scelte tra quelle non adatte per l’agricoltura e la coltivazione, come le regioni calde e asciutte del New Mexico.

La collaborazione tra Audi e Joule Unlimited è iniziata nel 2011; l’azienda americana ha brevettato le sue futuristiche scoperte tecnologiche e Audi ha acquistato i diritti esclusivi per il settore dell’automobile. Questa collaborazione è anche uno scambio di conoscenze e capacità tra gli scienziati e gli ingegneri di entrambe le parti. La nuova struttura in New Mexico è la prima del suo genere capace di produrre carburanti sostenibili direttamente dalla luce del sole e dal CO2. L’obiettivo è quello di raggiungere una nuova dimensione produttiva, liberando tutto il potenziale dei biocarburanti. Mangold spiega che “se tutto funziona come abbiamo pianificato, saremo capaci di sostituire enormi quantità di combustibile fossile con combustibili rinnovabili senza competere od ostacolare la produzione di cibo”.

Intanto, sullo sfondo, campeggiano ancora i “Pump Jacks”, a imperitura memoria di un’energia limitata e, finalmente, superabile.


Fonte: Encounter - The Audi Technology Magazine 1/2013
Articolo liberamente tratto da: Thomas Tacke
Foto © Alexander Herold