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Audi innovative thinking

Audi

Innovation from world

Le fabbriche del futuro

Automobili costruite con materiali rinnovabili e assemblate da robot che si autoprogrammano. Sembra fantascienza? Pare proprio di no. Ecco come saranno le fabbriche nel 2050 e quale sarà il ruolo delle persone al loro interno.

18 Febbraio 2015

“Le condizioni lavorative e i processi produttivi nelle fabbriche del domani saranno regolati da una perfetta interazione uomo-macchina” M. Breme, Direttore Toolmaking Audi

Automobili costruite con materiali rinnovabili e assemblate da robot che si autoprogrammano. Sembra fantascienza? Pare proprio di no. Ecco come saranno le fabbriche nel 2050 e quale sarà il ruolo delle persone al loro interno, secondo Arne Lakeit, responsabile della produzione Audi e Michael Breme, capo del toolmaking.

Il lavoratore del futuro opererà fianco a fianco con i robot e mostrerà semplicemente quello che dovranno fare; i robot lo aiuteranno con i lavori più faticosi e scomodi, permettendogli di concentrarsi solo sugli aspetti più importanti e valorizzanti del suo ruolo. “Le condizioni lavorative e i processi produttivi nelle fabbriche del domani saranno regolati da una perfetta interazione uomo-macchina”, spiega Breme. E Lakeit aggiunge: “Non faremo mai a meno delle risorse umane, neanche nel 2050. Tenendo conto dei grandi cambiamenti demografici dei prossimi anni, la struttura lavorativa tenderà decisamente verso dipendenti più anziani che, con la loro esperienza e le loro capacità, rappresenteranno l’elemento più importante della catena produttiva”.

Ad oggi, i lavoratori ricevono già una buona assistenza robotica per i compiti particolarmente impegnativi e fisicamente stancanti ma, nel futuro, l’interazione si affinerà molto, l’interfaccia delle macchine diventerà più semplice e intuitiva e il rapporto si trasformerà in una vera e propria cooperazione. Anche l’interazione tra macchine cambierà il volto delle fabbriche del futuro. I robot saranno in grado di scrivere e implementare i programmi di lavoro automaticamente, decidendo in autonomia la ripartizione dei lavori, il tutto senza l’ingombro dei cavi grazie alla tecnologia wireless. “Noi dovremo solo dirgli cosa ci aspettiamo da loro”, spiega soddisfatto Lakeit.

Ma le possibilità non si esauriscono certo qui. Uno degli elementi principali della produzione di automobili nel futuro risiederà nelle nuove tecniche di assemblaggio di differenti materiali, spesso con caratteristiche molto diverse tra loro. Lo scopo è quello di superare le attuali tecniche di saldatura e, al contrario, lavorare sulla struttura molecolare di materiali adesivi che perfezioneranno e faciliteranno le giunture. Inoltre, tutti i materiali saranno completamente rinnovabili e riciclabili, in una linea di sviluppo che permetterà addirittura di affidarsi a un solo e unico materiale che, attraverso il suo orientamento molecolare, potrà assumere le caratteristiche e le forme necessarie per ciascun utilizzo. Non ci sarà più bisogno di assemblare nulla ma si potrà lavorare su un blocco singolo e plasmabile, di modo da diminuire lo sforzo e il consumo energetico.

Ancora: le colorazioni delle carrozzerie. Nei prossimi anni, Audi si convertirà alla coloratura a freddo, per quei materiali che non possono resistere alle alte temperature, seguendo un processo che arriverà direttamente nella fantascienza: una sola combinazione di pigmenti che potrà essere modificata direttamente dall’utilizzatore finale. In poche parole, un’auto che cambia colore premendo semplicemente un pulsante. “Nella nostra visione”, precisa Breme, “i clienti potranno modificare anche la configurazione delle loro automobili fino a pochi giorni prima della consegna, grazie ai progressi della stampa in 3D, con la possibilità di poter esaudire virtualmente qualsiasi desiderio in maniera rapida e flessibile”.

Eccole, le visioni per il futuro di Audi: auto che comunicano tra loro e con l’ambiente circostante e che circolano autonomamente seguendo le indicazioni del guidatore, senza rischiare incidenti e senza inquinare. Saranno costruite in stabilimenti sparsi per il mondo, attenti alla preservazione delle risorse e dell’ambiente circostante, dove le persone lavoreranno in maniera flessibile e con le migliori tecnologie possibili. Il futuro appare come una fantasia sorprendentemente sempre più vicina.


Testo liberamente tratto da Patricia Piekenbrock
Illustrations © stapelberg&fritz