Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri e di altri siti) al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete. Continuando a navigare o accedendo a un qualunque elemento del sito senza cambiare le impostazioni dei cookie, accetterai implicitamente di ricevere cookie al nostro sito. Le impostazioni dei Cookies possono essere modificate in qualsiasi momento cliccando su "Più informazione sui Cookies”.

Audi innovative thinking

Audi

Innovation from world

Stampa in 3D: ieri, oggi e domani

Dai primi esperimenti in ambito industriale alle idee rivoluzionarie degli innovatori che si confrontano online, con la stampante 3D ogni progetto può diventare realtà

24 Novembre 2015

La stampa in 3D è una futuristica scorciatoia tra l’immaginazione, la progettazione e la produzione di qualsiasi idea, in tempi brevi e con costi accettabili

Non crea superficie, ma volume: ecco la vera rivoluzione della stampa in 3D. Le stampanti 3D sono, infatti, in grado di realizzare modelli tridimensionali mediante un processo definito produzione additiva. Si tratta del posizionamento progressivo di uno strato sopra l’altro, procedendo per sezioni trasversali, un po’ come quando si vuole costruire qualcosa con i mattoncini colorati: si parte dalla base e si sale verso l’alto, incastrandoli in modo da ottenere la forma desiderata.


Le prime stampanti 3D sono state create per l’ambito industriale, nello specifico per la realizzazione rapida ed economica di prototipi che consentissero a ingegneri e designer di toccare con mano le loro creazioni senza dover avviare un lungo e costoso processo produttivo. È grazie a una stampante 3D, per esempio, che Audi è riuscita a produrre una replica funzionante in scala 1:2 della storica Auto Union Typ C del 1936. In seguito a questo esperimento, la casa automobilistica ha iniziato a studiare seriamente le possibili applicazioni future delle stampanti 3D per la produzione dei componenti più complessi e, al tempo stesso, per esplorare nuovi territori.


Ma negli ultimi anni la stampa 3D si è allargata a tantissimi ambiti diversi, persino quello domestico. Grazie all’abbattimento dei costi e alle dimensioni dei macchinari, si prepara a conquistare il mondo con potenzialità immense che, fino ad ora, abbiamo solo iniziato a esplorare. Le applicazioni sono virtualmente infinite, lo provano i mille innovatori italiani che si incontrano su Audi innovative thinking, la piattaforma online e offline di Audi che raccoglie proposte, opinioni e approcci diversi e che si sta trasformando in un vero e proprio incubatore di talenti nostrani.


Qualche esempio? Federico Papi, giovane fondatore di Proteo, ha trovato un’applicazione pratica della stampa 3D in campo ortopedico creando un kit di strumenti e software facili da usare che permettono di produrre localmente e a basso costo protesi personalizzate e create attorno alle necessità dei pazienti. Oppure il progetto WASP (World’s Advanced Saving Project) che ha come obiettivo principale quello di stampare case a km zero, utilizzando materiali reperibili sul territorio e sfruttando energie rinnovabili come il sole, il vento e l’acqua: case in argilla sane, belle e a misura d’uomo, fatte di un materiale reperibile ovunque nel mondo, poco costoso e facilmente lavorabile.


In altre parole, secondo gli esperti, la stampa 3D non è un’innovazione incrementale (che migliora, cioè, il modo di fare le cose) ma un’innovazione radicale, un cambiamento nel modo di fare le cose e, più di tutto, un allargamento dell’orizzonte creativo: una futuristica scorciatoia tra l’immaginazione, la progettazione e la produzione di qualsiasi idea, in tempi brevi e con costi accettabili. Un sogno che diventa realtà.