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Per un nuovo urban design

Nel 2030, secondo la World Health Organization, il 60% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane, percentuale destinata ad aumentare fino al 70% nel 2050.

02 Settembre 2015

Esiste un altro approccio, spesso sottovalutato, che potrebbe rendere le strade molto più sicure: quello legato al design e alla pianificazione urbana.

Gli incidenti provocati dal traffico ormai ingestibile delle grandi metropoli mondiali causano la morte di oltre un milione di persone all’anno, per non parlare dell’inquinamento atmosferico e acustico e del degrado cittadino.
Inoltre, è ormai assodato il fatto che le nostre città continueranno inesorabilmente a crescere.


Il problema è che la maggior parte delle iniziative di sicurezza si concentrano su aspetti comportamentali, come le campagne per le cinture di sicurezza e i caschi. Ma in realtà esiste un altro approccio, spesso sottovalutato, che potrebbe rendere le strade molto più sicure: quello legato al design e alla pianificazione urbana. In questa prospettiva è possibile indicare sette principi fondamentali che costituiscono l’ossatura di una nuova visione delle metropoli.


1. Evitare l’espansione urbana incontrollata

Le città connesse e non troppo estese sono generalmente molto più sicure rispetto ad agglomerati urbani sviluppati su grandi aree. Per esempio, Stoccolma e Tokio hanno la percentuale di incidenti sulle strade minore del mondo mentre, al contrario, Atlanta è almeno sei volte più rischiosa. Per essere più sicure, le città dovrebbero svilupparsi in isolati più piccoli, strade pedonali e zone residenziali, di modo da ridurre sensibilmente la necessità di percorsi in automobile, assicurando allo stesso tempo spazi protetti per i pedoni e i ciclisti.


2. Rallentare il traffico

Velocità medie più basse, 40-50 km all’ora al massimo, diminuirebbero drasticamente il rischio di incidenti. Le città dovrebbero prevedere zone a bassa velocità e alcuni accorgimenti come dossi artificiali e passaggi pedonali rialzati. Parigi, per esempio, sta cercando di ridisegnare la propria viabilità per permettere velocità massime in città che non superino i 30 km orari.


3. Studiare e realizzare strade principali sicure per tutti

Nelle strade principali spesso si mescolano automobili, motori, biciclette e pedoni, aumentando sensibilmente i fattori di rischio. Sarebbe importante invece che ogni tipologia di utente avesse uno spazio dedicato e la possibilità di attraversamenti sicuri.

4. Creare spazi dedicati ai pedoni

Se i pedoni non hanno a disposizione spazi sicuri progettati per loro sono esposti a rischi maggiori. Sicuramente parliamo di marciapiedi, ma anche, se non soprattutto, di strade e piazze esclusivamente pedonali. Negli ultimi anni, per esempio, New York ha convertito moltissimi spazi e percorsi automobilistici in zone pedonali, come Times Square, ormai accessibile solo a piedi. In seguito a queste misure, la città ha avuto una diminuzione degli incidenti con coinvolgimento di pedoni del 26%.


5. Creare collegamenti sicuri per i ciclisti

La creazione di piste ciclabili e collegamenti tra le aree residenziali e quelle lavorative e commerciali potrebbe diminuire sensibilmente il numero di incidenti che coinvolgono i ciclisti e, allo stesso tempo, incoraggiare un uso maggiore della bicicletta in città. Come a Bogotá, per esempio, dove quasi 100 km di nuove piste ciclabili hanno abbattuto di quasi 50% il numero di infortuni.


6. Assicurare un accesso sicuro al trasporto pubblico

Un trasporto pubblico di qualità riesce a muovere quantitativi elevatissimi di persone e a dimezzare gli incidenti automobilistici. Non è però sufficiente la qualità, ma serve anche, e soprattutto, una buona accessibilità ai mezzi pubblici, tramite corsie preferenziali, strisce e aree pedonali, per rendere sicuro sia il viaggio in autobus, sia la sua attesa.


7. Usare i dati raccolti per identificare le aree più a rischio

Le municipalità dovrebbero essere in grado di utilizzare tutti i dati a loro disposizione per riconoscere e isolare strade o incroci critici in cui applicare le soluzioni espresse in precedenza. Questo significherebbe avere una panoramica dettagliata sugli incidenti stradali, utile per mapparli, analizzarli e prevenirli.


A prescindere dal luogo in cui viviamo, in qualunque parte del mondo esso sia, dobbiamo ammettere che le strade sono una parte centrale delle nostre vite. E fortunatamente, mentre il mondo si apre all’innovazione, sempre più persone e organizzazioni stanno studiando soluzioni che possano ridurne la pericolosità e, conseguentemente, la mortalità degli incidenti nelle nostre città.