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Audi innovative thinking

Audi

Innovation from world

Audi senseable cities

Carlo Ratti, direttore del laboratorio di ricerca Senseable City Lab e professore del MIT, ci introduce al mondo delle real-time cities, il panorama futuro delle città fatte di infrastrutture interattive.

26 Agosto 2015

"Ha più senso pensare a come l’innovazione possa cambiare la vita delle persone"

Le città contemporanee sono piene di apparecchiature elettroniche, smartphone, telecamere e sensori di ogni tipo che raccolgono dati e informazioni e “tracciano” le nostre vite. Ai più questo fenomeno può sembrare un aspetto irrilevante o addirittura negativo (in relazione al rispetto della privacy, per esempio), ma diventa al contrario una grande opportunità per un professore del MIT (Massachussets Institute of Technology), l’italiano Carlo Ratti, direttore del laboratorio di ricerca Senseable City Lab. Carlo Ratti è anche uno degli innovatori della piattaforma Audi innovative thinking, che raccoglie proposte, opinioni e approcci diversi di mille grandi menti italiane per disegnare una mappa complessa e stratificata dello stato dell’innovazione nel nostro paese, promuovendo la diversità e la pluralità come strumenti necessari per ripensare il concetto di innovazione e trasmetterlo alle nuove generazioni.


Ratti sostiene che i dati raccolti nelle città dalle città stesse possano migliorare le nostre vite, perché una città non è fatta solo di palazzi, vie, parchi e giardini: le apparecchiature elettroniche e i sensori formano una vera e propria infrastruttura interattiva che permette alle città di comunicare con noi e di reagire agli stimoli e alle necessità dei suoi cittadini. È arrivato, insomma, il momento che le persone e gli oggetti inizino a parlare tra loro.

“L’architettura si è sempre occupata di disegnare l’interfaccia tra le persone e l’ambiente esterno”, spiega Ratti. Quando l’uomo viveva nelle grotte, questa interfaccia era fatta di atomi, mentre oggi non possiamo più prescindere dai bit. La definizione di architettura non è cambiata, ma gli architetti devono spingersi in ambiti nuovi, come le real-time city, città capaci di dialogare con i cittadini e rispondere alle loro esigenze in tempo reale. Senza dati in tempo reale, per esempio, non avremmo Uber, AirBnB e molte delle altre applicazioni che stanno cambiando la nostra vita e saranno sempre più importanti in futuro”.


Secondo Ratti, l’innovazione simbolo di questa epoca è “sicuramente la rete. Se guardiamo invece al presente, parlerei dei sistemi cyber-fisici. L’informazione non è più relegata in un ambito virtuale, ma permea l’ambiente che viviamo ogni giorno. Il mondo fisico e digitale hanno iniziato a convergere, dando forma a quelli che vengono chiamati spesso sistemi cyber-fisici. Si tratta di un universo ibrido, in cui non ci sono più confini tra bit e atomi”.
Fermarsi ad analizzare l’innovazione in sé e per sé sarebbe però un errore, perché ha più senso pensare a come l’innovazione possa cambiare la vita delle persone.


Un esempio significativo è la Copenhagen Wheel, creata nei laboratori del MIT: una ruota per biciclette che aiuta il ciclista durante la pedalata, raccoglie dati sensibili ed è connessa allo smartphone; un piccolo motore integrato si innesca appena le gambe del guidatore sono stanche, o durante le salite; allo stesso tempo, la ruota raccoglie informazioni ed elargisce consigli sui percorsi migliori e più sicuri, oltre che indicazioni sulle piste ciclabili.


Dalle biciclette, però, l’obiettivo è passare al mondo delle automobili, dove i dati e le informazioni degli ambienti cittadini diventano fondamentali per i veicoli che si guidano da soli. Ma solo riuscendo a creare un modello virtuale precisissimo della città si potrà costruire un sistema basato su azioni e reazioni automatiche delle automobili in risposta agli stimoli esterni ed eterogenei tipici della classica “giungla urbana”.


I vantaggi di questa nuova visione della mobilità sono innumerevoli: se un’auto sarà in grado di portare il suo conducente al lavoro, andare a prendere il suo o la sua partner a casa e accompagnare i bambini a scuola, probabilmente ci saranno meno traffico, più parcheggi, meno congestioni e molto più spazio per le persone.