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Audi innovative thinking

Audi

Innovation from world

Swarm intelligence e mobilità

La swarm intelligence si basa sulla considerazione e lo studio di sistemi auto-organizzati, dove un’azione complessa e coordinata deriva da un’intelligenza collettiva e non dal singolo.

29 Luglio 2015

La swarm intelligence, letteralmente intelligenza dello sciame, è un termine inventato nel 1988 da alcuni scienziati impegnati in un progetto sui sistemi robotici. L’idea si basa sulla considerazione e lo studio di sistemi auto-organizzati, dove un’azione complessa e coordinata deriva da un’intelligenza collettiva e non dal singolo, un po’ come accade nelle colonie di insetti o fra stormi di uccelli, in natura. Gli scienziati Gerardo Beni e Jing Wang hanno definito la swarm intelligence proprio come la “proprietà di un sistema in cui il comportamento collettivo di agenti che interagiscono localmente con l’ambiente produce l’emergere di pattern funzionali globali nel sistema stesso”. Come dire: le relazioni tra una collettività e l’ambiente circostante portano ad azioni e decisioni da cui tutti traggono beneficio.
Abbiamo parlato, a questo proposito, con il dottor Tim Landgraf, importante scienziato ed esperto di sistemi robotici alla Freie Universität di Berlino.


Quali sono i prerequisiti per sviluppare un sistema di swarm intelligence?
L’aspetto fondamentale è la comunicazione, non necessariamente in senso verbale. Ogni individuo del gruppo adatta il suo comportamento in accordo con i segnali dello sciame, o di parte di esso.

Un sistema di traffico basato su questo tipo di intelligenza potrebbe portare vantaggi nel mondo reale?
Certo, potrebbe funzionare addirittura meglio di uno stormo di uccelli, sicuramente sarebbe più intelligente e più efficiente. La cosa importante è partire dalla possibilità di archiviare e memorizzare tutti i movimenti e le azioni di ogni singolo veicolo, creando dunque un’enorme quantità di dati che nessuna ape o pesce possiede e, da qui, implementare il sistema.


Quali sono le implicazioni e le variazioni dell’efficienza di un sistema basato sull’intelligenza dello sciame se i singoli partecipanti agiscono indipendentemente dal gruppo? Quali effetti avrebbe tutto questo sulla strada?
Gli sciami in natura sono spesso poco omogenei, ci sono differenze individuali che rimangono costanti nel tempo. Nel caso del traffico e della mobilità, sicuramente gli esseri umani non saranno capaci di essere disciplinati come robot, ma il sistema è progettato per essere abbastanza forte e interconnesso per non crollare, anche se un singolo automobilista non segue le regole.


Il concetto di swarm intelligence, dunque, è applicabile a un’infinità di situazioni e ambienti completamente diversi tra loro. Partendo da questo assunto di base, Andreas Reich, il responsabile dello sviluppo elettronico di Audi, ha parlato alla Huawei Innovation Conference a Monaco sostenendo che: “se gli anni Settanta per le automobili sono stati l’era dell’elettronica e gli anni Novanta l’era del software, adesso siamo nell’era del Cloud: connessioni continue tra i veicoli e le infrastrutture stradali e della città”.


L’idea è chiara: portare internet all’interno delle auto e usarlo per creare un sistema che si organizza da solo, al suo interno. I servizi di connessione con l’ambiente circostante permetteranno al guidatore di usare le app che utilizza normalmente nella vita di tutti i giorni all’interno dell’automobile, mentre la guida. Una prima evoluzione del concetto, forse la più immediata, è quella legata al sistema semaforico delle grandi città e al suo coordinamento. E infatti Audi ha già sviluppato un sistema per integrare i suoi veicoli con i sistemi di traffico nelle grandi città, per ottimizzare la velocità e ridurre le emissioni inquinanti. Ma siamo solo all’inizio dell’avventura.


Il prossimo passo sarà quindi collezionare e accentrare i dati sensibili di tutti i veicoli connessi nel network, relegando tutto il lavoro di coordinamento in remoto e ridistribuendo i risultati agli stessi veicoli che, singolarmente, li hanno forniti. Questo porterà alla creazione di mappe molto accurate in tempo reale, evitando incidenti, rallentamenti e sprechi di energia. I tempi sono ormai maturi, gli ingegneri e i tecnici Audi stanno lavorando alacremente in questa direzione. Nel futuro prossimo, l’interconnessione tra le auto, i semafori e le infrastrutture cittadine porterà a una rivoluzione della mobilità senza precedenti.