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Audi innovative thinking

Audi

Innovation from world

Diesel: l'innovazione che ha segnato un'epoca

In occasione del venticinquennale del TDI, Audi immagina un'intervista all'inventore di questa straordinaria innovazione

12 Giugno 2015

Quell'esplosione fu uno degli shock più piacevoli che abbia mai provato, perché dimostrava che la mia idea era giusta!

Oltre cento anni fa, Rudolf Diesel sviluppò il primo motore ad accensione spontanea e la sua invenzione ha davvero cambiato il mondo. Quest’anno, Audi celebra il venticinquennale del TDI: il momento perfetto per immaginarci un’intervista a Herr Rudolf, con cui parleremo di spirito di inventiva, di efficienza e del futuro del motore diesel.

Herr Diesel, il suo motore è ormai montato in metà delle auto in Europa. Avrebbe mai immaginato tale successo?

Mai. All’inizio non avevo pensato a quel motore per le automobili, al tempo non ce n’era praticamente nessuna in Germania, dove il progresso si misurava dalle gomme per le carrozze e poco più. Ciò nonostante, nel 1905 convinsi mia moglie Martha a comprare un’automobile, come materiale di studio. Acquistammo una grande macchina rossa con sette posti a sedere della NAG e io ero letteralmente al settimo cielo. Ma la strada da fare era ancora tanta.

Che cosa ha ispirato la sua invenzione?

La ricerca dell’efficienza! I motori a vapore di quel periodo avevano un livello di efficienza appena del 15% e io volevo migliorarlo. Ma dovevo accettare il fatto che le perdite di calore di un motore a vapore erano troppo alte, per quello ho dovuto cambiare strada.

Non è stato così facile, vero? Lei addirittura scrisse in un suo libro che l’invenzione del motore diesel fu un vero e proprio calvario.

Proprio così, c’erano tantissimi problemi. Anzitutto, molti ingegneri non credevano nel principio e nella fattibilità del mio motore. Dopo aver faticato per convincerli, iniziai a lavorare alla Maschinenfabrik Augsburg, dove riuscii a costruire il primo prototipo. La scena andò così: invitai alcuni ingegneri di prestigio per il primo test, accesi il motore, ci fu un rumorosissimo scoppio, il misuratore scoppiò e i pezzi rischiarono pericolosamente di colpirci. Quell'esplosione fu uno degli shock più piacevoli che abbia mai provato, perché dimostrava che la mia idea era giusta! Nonostante ciò, avevamo ancora molto lavoro davanti, perché tutte le grandi innovazioni non accadono da sole, sono il risultato di un continuo sviluppo e perfezionamento di un’idea.

La mia invenzione mi ha reso immortale

Il suo primo motore funzionante pesava ben 4.5 tonnellate e generava solo 20 cavalli, ma era comunque il motore più efficiente al mondo. Quando vede ciò che è diventato adesso, qual è la cosa che la colpisce di più?

Il grande cambiamento della sua immagine e della sua percezione. Per cento anni è stato considerato un’invenzione rumorosa, sporca, maleodorante e addirittura noiosa. Al giorno d’oggi, invece, è diventato il simbolo delle performance sportive e dell’alta efficienza. Il motore TDI di Audi, poi, ha portato un grandissimo contributo per lo sviluppo del diesel, perché gli ingegneri Audi si sono concentrati sulla stessa cosa che, allora, mi ispirò più di tutte: l’efficienza. Stanno sistematicamente ottimizzando il mio motore per produrre più potenza con una coppia superiore e meno emissioni inquinanti. Oggi il motore diesel ha raggiunto un’efficienza che non avrei mai osato immaginare.

All’inizio, lei ha lavorato sempre da solo, almeno fino all’esperienza alla Maschinenfabrik Augsburg, quando anche altri ingegneri sono stati coinvolti. Quanto è diverso il lavoro degli ingegneri di oggi rispetto al vostro?

Le rivoluzioni tecniche sono più rare in questi tempi, rispetto ai miei. Oggi c’è piuttosto molto più sviluppo continuativo, più evoluzione. Lavorare in grandi gruppi di esperti è molto più importante oggi, così come tenersi in contatto continuo con altre aree, per esempio il design. Tuttavia, penso che le caratteristiche degli ingegneri siano rimaste le stesse: la passione, la ricerca della perfezione tecnica e delle sfide apparentemente impossibili.

Herr Diesel, la sua morte è avvolta nel mistero e nelle teorie del complotto. Può dirci finalmente la verità?

Dunque vorrebbe sapere se sono stato ucciso dall’industria petrolifera o dalle battaglie per i brevetti o, semplicemente, dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale? Alcuni addirittura pensano che mi sia suicidato. Certi segreti vanno lasciati sepolti, la mia invenzione mi ha reso immortale.