Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri e di altri siti) al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete. Continuando a navigare o accedendo a un qualunque elemento del sito senza cambiare le impostazioni dei cookie, accetterai implicitamente di ricevere cookie al nostro sito. Le impostazioni dei Cookies possono essere modificate in qualsiasi momento cliccando su "Più informazione sui Cookies”.

Audi innovative thinking

Audi

Eventi

Wired Audi Innovation Award 2016

Il premio per i migliori innovatori italiani entra nella fase decisiva: ecco come un algoritmo premierà l’innovatore dell’anno.

08 Novembre 2016

Non saranno giornalisti o manager a scegliere, bensì un algoritmo

Chi sarà l’innovatore italiano del 2016? Anche quest’anno Wired e Audi si “alleano” per decretare la persona che più di tutte – con il suo talento e le intuizioni – sarà in grado di influenzare e cambiare la nostra vita. Torna infatti il Wired Audi Innovation Award, premio giunto alla sua terza edizione e presentato durante l’ultimo Wired Next Fest.

Impatto sul mercato, potenziale di crescita, rilevanza sui social network. Sono questi i tre fattori che, più di ogni altro, decreteranno il vincitore di quest’anno del premio che entra oggi nella fase decisiva con l’inaugurazione del suo nuovo sito.

“L’innovazione è nel nostro Dna: non solo per quanto riguarda la produzione, ma anche nella comunicazione del nostro brand. Questo progetto lavora sul principio di affinità: il premio mira a trovare le persone che hanno la stessa capacità di innovare della nostra azienda”, dice Massimo Faraò, direttore marketing Audi Italia. “Wired è il partner ideale per sviluppare concetti a noi cari, per raccontare storie a noi contigue” prosegue.

“Il progetto è partito nel 2014 con l’idea di dare un nuovo palcoscenico all’evoluzione del Made in Italy: da quel momento abbiamo fatto molta strada e quest’anno abbiamo introdotto una novità significativa”.

Non saranno giornalisti o manager a scegliere, bensì un algoritmo. Lo ha creato un team di ricercatori della SDA Bocconi, guidato dal professor Francesco Sacco. La collaborazione con l’ateneo milanese è la principale novità di questa edizione di WAIA.

L’algoritmo analizzerà i big data delle aziende italiane e comporrà delle classifiche di “innovatività”: scoverà e decreterà chi tra le nuove realtà imprenditoriali è capace di pensare fuori dagli schemi, di immaginare il futuro, di essere imprevedibile e creativo. L’obiettivo è selezionare gli elementi più disruptive, in grado di creare cambiamenti sempre più veloci.

“Abbiamo effettuato delle ricerche e opzionato diversi profili sulla base dell’elenco delle startup innovative creato dal Ministero dello Sviluppo Economico, analizzando attentamente i bilanci delle rispettive aziende: a questo punto, fatta la prima scrematura, andiamo in cerca dell’unicità delle singole realtà” , spiega Francesco Sacco della SDA Bocconi. La fase di ricerca è iniziata a maggio, al momento circa mille candidati sono stati selezionati: saranno loro a contendersi il premio.

“Innovativa è un’idea che non solo genera valore per il mercato di riferimento, ma cambia il mondo”

“Innovativa è un’idea che non solo genera valore per il mercato di riferimento, ma cambia il mondo”, commenta Sacco. “Sono nati nuovi modelli di business, social sharing, energie alternative, guida autonoma delle automobili: queste le innovazioni che possono modificare davvero le regole del gioco”.

Un progetto così ambizioso non poteva basarsi su criteri soggettivi, sulla discrezionalità di una giuria, per quanto prestigiosa. “Oltre all’effettivo impatto di un’idea sul mercato, l’algoritmo valuterà i risultati positivi in un periodo compreso tra gli ultimi tre e cinque anni e la sua presenza sui social network, che indica la diffusione dell’idea all’estero e la percezione da parte della community delle potenzialità innovatrici. Altri elementi importanti sono l’efficacia della comunicazione dei progetti, e il numero di brevetti depositati”.

“Il nostro Marchio conta oltre 9 mila persone che si occupano attivamente di ricerca e sviluppo, l’investimento in questo senso è quotidiano ed importante. La nostra necessità è rendere l’innovazione concreta e tangibile anche per i nostri clienti: per questo abbiamo dato vita al Wired Audi Innovation Award e al programma Audi innovative thinking, dove cerchiamo ambasciatori per quello che il pubblico cerca nei nostri prodotti: la capacità di innovare” conclude il direttore marketing di Audi Italia Massimo Faraò.

Chi saranno, dunque, i successori di Marco Ariani, amministratore delegato di Jos Technology e vincitore l’anno scorso della categoria Startup, di Luciano Marcon del Max Planck Campus di Tübingen, vincitore della categoria Under 35, di Giovanni Maria De Lisi, Greenrail, numero uno della categoria Mobility? Scoprite i candidati sul nostro sito e rimanete sempre aggiornati su quanto si muove attorno al Wired Audi Innovation Award 2016.

Fonte: Wired.it