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Audi innovative thinking

Audi

Eventi

Visioni dal futuro

I vincitori del contest di idee 106 Audi Elevator Pitch in mostra al padiglione Domus/NABA alla Triennale di Milano

Milano - 01 Luglio 2016

Quattro maquettes, quattro visioni tridimensionali, quattro modelli di utopie


Quattro maquettes, quattro visioni tridimensionali, quattro modelli di utopie realizzabili che sono stati esibiti al padiglione Noosphere XXI, allestito da tre prestigiosi istituti di formazione creativa professionale, la Tsinghua University di Pechino, la NABA e Domus Accademy di Milano. Ai 106 partecipanti, 106 come i metri della Torre Velasca che, durante la settimana milanese del Salone del Mobile 2016 si è colorata di rosso ed ha ospitato l’ Audi City Lab e il contest Elevator Pitch: a ciascun partecipante è stato chiesto di immaginare, raccontare e proporre un’idea di futuro sostenibile e visionario.


Al centro del contest di idee, una serie di interrogativi: dove siamo e dove possiamo andare, con l’immaginazione, certo, ma anche, con la tecnica, e come il connubio di immaginazione/tecnica possa, in relazione simbiotica, raccontare il futuro. Non scriviamo più un messaggio immaginando che il nostro destinatario impiegherà diverse settimane per riceverlo e non ci prepariamo più ad aspettare pazientemente una risposta. La nostra aspettativa è la simultaneità. E questo ha fatto sì che per un periodo discretamente lungo si perdesse l’abitudine a raccontare il futuro, semplicemente, senza altro scopo di vedere come lo prevediamo, come lo immaginiamo, e, cosa più triste, come lo vorremmo. Eppure proprio la nostra contemporaneità simultanea non è solo il frutto del un progresso tecnologico, della ricerca scientifica o di un inevitabile risultato di una sovrastruttura funzionale ad un sistema industriale, ma è stata fecondata dall’esercizio di fantasia, da una miscellanea di idee espresse in passato per il gusto e il divertimento di immaginare un futuro.


Il contest 106 ELEVATOR PITCH AUDI UNTAGGABLE FUTURE, ideato e moderato dal direttore di Domus Academy e scrittore creativo Gianluigi Ricuperati, si è proposto, quindi, in occasione del Salone, di incoraggiare gli studenti ad immaginare il futuro ‘untaggable’ e raccontarlo, e li ha ascoltati, premiando i quattro progetti che più si sono avvicinati all’idea di untaggability, di non etichettabile


Il primo premio è andato all’eco designer milanese Barbara Pollini, che immagina una “Symbiotic City” nella quale esseri umani e forme di vita organica quali alghe, funghi, piante e batteri vivono interconnessi, dando vita ad uno scenario forse utopico ma certamente suggestivo. Pollini – che è anche cofondatrice di Nuup, collettivo internazionale di creativi promotori di un metodo progettuale basato sull’analisi del ciclo vitale – assicura che numerosi sustainable designer stanno già portando avanti ricerche basate sui rapporti con prodotto risultati sensazionali.

Basato su scambio e interrelazione è anche “Design Black Box”, il progetto dell’architetto indiano Suhash Logarajan che si è aggiudicato il secondo posto. Logarajan propone un futuro decisamente accattivante, nel quale le superfici degli oggetti sono rivestite da sensori tattili in grado di registrare le sensazioni che proviamo al momento della fruizione. Tutti i feedback sono poi convogliati in una “black box”, una scatola nera a metà strada tra l’intelligenza artificiale e il database cui i creativi fanno riferimento per analizzare le reazioni e valutare l’effettiva utilità degli oggetti da loro ideati.


Il terzo posto va a una giovane studentessa di Design a NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano, Sahra Masrour, che con “Hobuca” mette in relazione i tre principali soggetti abitanti il tessuto urbano: l’uomo, l’edificio e l’automobile. “Hobuca” è un progetto visionario nel quale ogni abitazione è dotata di speciali “vetrine” all’interno delle quali le autovetture si ricaricano energeticamente. Le auto del futuro sono a disposizione della collettività (ma attenzione: sensori speciali all’interno delle vetrine decretano se siamo idonei a guidarle oppure no) e sono un’evoluzione delle Bla Bla Car, sempre in nome di una reciprocità che i giovani creativi sembrano avere particolarmente a cuore.


Il quarto progetto selezionato è quello di un altro studente NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano, Stefano Baldini, che con “The Smart Fridge” entra nell’abitazione del futuro e ripensa le peculiarità di un oggetto domestico di utilizzo quotidiano. Il “frigorifero intelligente” progettato da Baldini è ecosostenibile e interattivo: realizzato in Smartglass, mostra al fruitore in quali zone sono localizzati gli alimenti ancora prima che lo sportello venga aperto, attraverso superfici trasparenti e luminose. Ottimizzando e riducendo i tempi di scelta di ciò che intendiamo mangiare vengono ridotti le escursioni termiche e i dispendi energetici, influendo positivamente sulla bolletta di fine mese. La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali ai progetti di Petia Dimitrova, inventrice di un sistema di sensori disseminati su pali della luce e semafori che interagiscono con gli automobilisti per ridurre il rischio di incidenti stradali, e Francesca Esposito, che tramite un’intervista a un campione di cittadini di età compresa tra gli otto e gli ottant’anni ha ricavato a sua volta centosei visioni stringate di città del futuro, componendo in forma scritta un “inno” urbano ritmato e accattivante.



‘Tutti e quattro i vincitori’ ha commentato Ricuperati ‘ hanno affrontato il tema della città futura e della mobilità usando punti di vista e armamentari che attingono a discipline molto distanti tra loro, ma che comunque sono destinate al dialogo, in uno scenario complesso e interdipendente come quello dell'innovazione urbana e tecnologica di oggi e domani, mettendo a punto soluzioni che potremmo definire 'utopie realizzabili', citando il grande architetto Yona Friedman’.